venerdì 28 dicembre 2012

Inizia un nuovo viaggio - we begin a new journey

Decidiamo di partire, andiamo in una stazione, saliamo le scale, andiamo verso un treno......così inizia il racconto di un nuovo viaggio. Facciamolo attraverso una serie di immagini, di acquarelli. Un racconto a puntate sia con parole che con  immagini. Ecco le prime:


L'inizio di un viaggio (acquarelli) 2009 - Angelo Vignolo - The beginning of a journey (watercolors)
We decide to leave, go to a station, go up the stairs, go to a train ...... so begins the story of a new journey. Let's do it through a series of images, watercolors. A story in installments with both words and images. Here's the first:

domenica 16 dicembre 2012

arte pura - pure art

Ho fotografato un embrione, oppure la nascita di una stella. Sono riuscito a penetrare nel più profondo della mente o del corpo o dello spazio. La nascita di una stella, di un embrione o di una idea?
Comunque è arte, arte pura  ed ognuno di voi riconoscerà una propria  idea, una propria immagine.


                                                           Foto di Angelo Vignolo (2012)


 I photographed an embryo, or the birth of a star. I was able to penetrate deeper into the mind or body or space. The birth of a star, or an embryo of an idea?

However, it is art, pure art and each of you will recognize their own idea, your own image.



venerdì 14 dicembre 2012

Un evento artistico: arte contemporanea a Carrara - An artistic event: contemporary art in Carrara

Il titolo di questo evento è : Un viaggio nello spazio, nel tempo e nella poesia, gli artisti sono Angelo Vignolo e Marida Ragno, due esperienze, due modi di esprimere arte, un grande incontro. Dal passato la magia e l'arte, nel presente la poesia e le sue presenze.

The title of this event is: a journey through space, time and poetry, artists are Angelo Vignolo and Marida Ragno, two experiences, two ways of expressing art, a great meeting. From the past to the magic and art, in this poetry and its visitors.


sabato 1 dicembre 2012

martedì 27 novembre 2012

Arte vera -True art


                                                                             Platone


Socrate, nello "Ione" , un dialogo platonico,  tra lo stesso e Ione, dimostra che il sapere non è scienza bensì ispirazione divina. Quindi l'uomo deve agli dei questa proprietà. Platone nella "Repubblica" fa considerazioni ancora più precise e elaborate rispetto a quelle di Socrate, parlando negativamente dell'arte, come già Senofonte dimostra che l'arte raffigura un corpo o una visione già esistente in natura. Già aveva affermato che le cose sono imitazione delle idee, le opere d'arte sono quindi imitazioni di imitazioni: se già le cose sensibili sono inferiori alle idee, figuriamoci le opere d'arte: sono un gradino più sotto e contengono una verità inferiore a quello delle cose; le opere d'arte impediscono all'uomo di conoscere le idee e quindi devono essere bandite.  L'arte diventa quindi negativa a prescindere dal fatto che stimoli buoni o cattivi sentimenti.
Cosa significa tutto ciò oggi, dopo migliaia di anni, che ancora non è ben chiaro, alla maggioranza della gente, cosa sia un'opera d'arte. Anche nell'epoca della macchina fotografica i più non capiscono la differenza tra un ritratto e una foto, tra un paesaggio e un'opera d'arte. Confondono una certa perizia tecnica con l'arte. Non sono servite nulla le avanguardie del '900 e i movimenti artistici successivi, ancora oggi si pensa che un paesaggio o una figura eseguiti con tecnica fotografica "artigianale"siano opere d'arte. NON SONO opere d'arte ma solo tele imbrattate.

                                                                    Vera arte: Ives Klein - true art

Vera arte: Bourgeois - true art

Pensiamo a Ives Klein o a Bourgeois, veri artisti creatori di grandi opere d'arte, ma a tanti altri confusi con gli imbrattatele.
Think of Yves Klein or Bourgeois, real creative artists of great works of art, but many others confused with dauber.

                                          Questa non è arte:  Paesaggio in pittura -not art

Socrates, in "Ion", a Platonic dialogue, between it and Ione, shows that knowledge is not science but divine inspiration. So man has to of this property. Plato in the "Republic" considerations is even more precise and elaborate than those of Socrates, speaking negatively of art, as Xenophon shows that the art depicts a body or a vision already exists in nature. He had already said that things are imitation of ideas, works of art are so imitations of imitations: If you already things are less sensitive to the ideas, let alone works of art are a step below and contain a truth less than one of the things the artwork prevent man to know the ideas and should be banned. The art becomes negative stimulus regardless of whether good or bad feelings.

What does this mean today, after thousands of years, which is not yet clear, the majority of people what a work of art. Even in the age of the camera no longer capisconola diff erence between a portrait and a picture of a landscape and a work of art. Confuses some technical expertise with art. Are not served anything avant-garde art movements of the '900 and later, still you think that a landscape or a figure made ​​with photographic technique are works of art. NOT works of art but only smeared paintings.

domenica 25 novembre 2012

opere in vista - works with a view

un musivario, ovvero un viso, un mosaico, o solo una immagine della mente? a musivario, or a face, a mosaic, or just a picture of the mind?

foto e opera di angelo vignolo

sabato 17 novembre 2012

opere in evidenza - works out

un viaggio nello spazio e nel tempo, opere d'arte in evidenza - a journey through space and time, works of art out

Una ipotesi di restauro di un pavimento in ciottoli contemporaneo (Sala delle otto colonne, o della Manica Lunga della biblioteca Classense a Ravenna)

(Biblioteca Classense fondata dai Monaci di San Romualdo nel 1512.)

 
Il progetto di costruzione del pavimento, previa bonifica del terreno di quella che era lo spazio utilizzato come stalla, viene iniziato nel 1976; l' operazione di recupero vera e propria viene iniziata nel 1981 e prosegue sino al 1983.
Il progetto per il recupero è dell'architetto Marco Dezzi Bardeschi, mentre il coordinamento dei lavori per la realizzazione del pavimento è di Maria Grazia Brunetti, già docente all'Istituto d'Arte del Mosaico di Ravenna, docente, in quel periodo, all' Istituto d'Arte di Firenze. La realizzazione è stata eseguita dagli allievi dell'Istituto d'Arte di Firenze, dell'Istituto d'Arte di Ravenna, dell' Accademia di Belle Arti di Ravenna e dell'Istituto Professionale di Ravenna. L'intera opera, secondo quanto risulta dagli atti, viene eseguita in trenta giorni consecutivi.
Il disegno del pavimento ripropone la figura di uno schiacciato geografico tolemaico, un globo terracqueo e le orbite dei pianeti del sistema solare.
La superficie del pavimento misura mq. 340 e viene realizzata con pietre, vetro o materiale di recupero.
Il materiale lapideo viene così reperito: ciottoli da fiume ( serpentino nero delle Alpi, rosso di Verona, brecce di vario colore, bianco di Carrara) ecc.
Nelle discariche di lavorazione del vetro di Empoli vengono reperiti 15 q.li di frammenti colorati, con i quali poi, fatti macinare, si sono realizzate le zone perimetrali della grande sala, l'intorno dei vari pilastri e le zone speciali (la vasca circolare con una geografia immaginaria, le terre di luna, il grande occhio bianco a pavimento).
Le orbite che ruotano attorno ad ogni pilastro sono realizzate in cubetti di porfido grigio e rosso da pavimentazione stradale, nella pezzatura di cm. 4X6, 6X8 ,8X10 e 10X12.
Per la posa in opera dei frantumi di vetro è stata utilizzata della resina epossidica, mentre per i ciottoli e i cubetti di porfido è stato spalmato un impasto bagnato (magro) di circa cm. 2 di sabbia e cemento portland, rapporto 3 a 1.
Questo impasto è stato steso su un'altro di circa 3-5 cm. di spessore costituito da sabbia, sabbione (ghiaia), calce e cemento. Questo, a sua volta, sovrapposto ad un “vespaio” costituito da ciottoli, di circa 6-7 cm. di spessore, e sabbia, necessario per eliminare l'umidità del terreno, infatti, in questo caso, non è stato creato un fondo in calcestruzzo data la particolarietà del terreno sul quale è stata costruita la “Classense”, particolarmente impregnato di umidità.





Sala dello otto colonne (o della Manica Lunga) della Biblioteca Classense di Ravenna (pavimento in ciottoli)
 Room of the eight columns (or Long Sleeve) of the Library Classense Ravenna (floor pebbles)


(Classense library founded by the monks of St. Romuald in 1512.)



The construction project of the floor, after land reclamation of the space that was used as a stable work began in 1976, the 'recovery operation itself is started in 1981 and continued until 1983.The project for the restoration by the architect Marco Dezzi Bardeschi, while the coordination of work on the construction of the floor is Maria Grazia Brunetti, former professor at the Art Institute of Mosaic of Ravenna, teacher, at that time, all ' Art Institute of Florence. The implementation was performed by the students of the Art Institute of Florence, the Art Institute of Ravenna, dell 'Accademia di Belle Arti di Ravenna and the Professional Institute of Ravenna. The entire work, as apparent from the documents is performed in thirty consecutive days.The design of the floor once again the figure of a crushed Ptolemaic geography, a globe and orbits of the planets of the solar system.The floor surface measure sqm. 340 and is made of stones, glass or recovery.The stone is then found: pebbles from the river (black serpentine of the Alps, red Verona breaches of various colors, white Carrara), etc..In landfills glass processing Empoli 15 q.li are found fragments of colored, with which then made grind, have made the perimeter areas of the hall, around the various pillars and special areas (the circular tank with an imaginary geography, the land of the moon, the great white eye on the floor).The orbits that rotate around each pillar are made of gray and red porphyry from the road surface, the size of cm. 4X6, 6X8, 8X10 and 10X12.For the laying of shattered glass has been used of the epoxy resin, while for the pebbles and porphyry cubes was coated a wet dough (slender) of about cm. 2 of sand and Portland cement ratio of 3 to 1.This mixture was spread on another of about 3-5 cm. thick consisting of sand, gravel (gravel), lime and cement. This, in turn, superimposed on an "air gap" constituted by pebbles, of about 6-7 cm. thick, and sand, necessary to eliminate the moisture of the soil, in fact, in this case, was not created a bottom concrete date the particolarietà the land on which was built the "Classense", particularly impregnated with humidity.










Stato attuale del pavimento.


L'acciottolato è stato progettato sino dall'inizio per essere il pavimento della sala detta delle “otto colonne” o” manica lunga” quindi per essere posto in un interno. Non solo, la sala è stata destinata, sino dalla ricostruzione, per essere sede di eventi periodici: mostre d'arte, convegni ecc. La complessità del disegno progettato (per la verità in parte modificato in corso lavori) ha dovuto piegare il mezzo alle necessità estetiche. Pertanto non si è tenuto doverosamente conto del fatto che il pavimento non avrebbe potuto essere pulito e lavato spesso ed in modo sufficiente, anche perchè non soggetto a dilavamento naturale, e la tecnica di posa del vetro macinato ( a getto sulla resina fresca ) avrebbe fatto sì che col tempo lo stesso vetro sarebbe stato eliminato sia dallo spazzamento che dal continuo calpestio.
Infatti oggi il pavimento ( i ciottoli ed il porfido) risulta essere ricoperto da un notevole strato di sporcizia che ha certamente modificato il colore originario mentre è scomparso quasi totalmente lo strato di vetro macinato, sino a fare apparire (nella parte originalmente azzurra) lo strato resinoso. Il pavimento risulta essere oggi uniformemente grigio, si sono quindi perse le sfumature di colori nero serpentino, rosso di Verona, bianco di Carrara ecc.
Solo alcune macchie azzurrastre appaiano a tratti attorno alle colonne o nelle altre zone dove originalmente era stato posto il vetro macinato.

 Current state of the floor.

The cobbled up was designed from the start to be the floor of the room known as the "eight pillars" or "long sleeve" then to be placed in an interior. Not only that, the room was intended, until the reconstruction, to be the site of regular events: art exhibitions, conferences and so on. The complexity of the planned design (actually partially modified in course work) had to bend the middle of the aesthetic needs. Therefore was not taken dutifully account the fact that the floor could not be cleaned and washed often enough and so, also because it is not subject to natural leaching, and the technique of laying the ground glass (jet on fresh resin) would so that over time the glass would have been eliminated by both the sweep and the continued walking.

In fact, today the floor (the pebbles and the porphyry) turns out to be covered by a significant layer of dirt that has certainly changed while the original color has disappeared almost completely the layer of ground glass, up to make it appear (in part originally blue) layer resinous. The floor appears to be uniformly gray today, you are then lost shades of black serpentine, red Verona, Carrara white etc..

Only a few spots appear bluish at times around the columns or in other areas where it was originally placed the ground glass.

 
Ipotesi di restauro


Per quanto riguarda la parte di pavimento ricoperta da ciottoli essa abbisogna solo di un intervento di pulitura, onde poter ripristinare le sfumature originali dei ciottoli, essendo questi ultimi ancora ben inseriti nell' impasto cementizio.Tale intervento di pulitura potrà essere meccanico (cioè fatto a mano), lavaggio delle superfici, fatto con acqua e un detersivo adatto a sciogliere lo strato di sporcizia depositato su di esse (probabilmente un semplice detersivo per pavimenti in pietra o ceramica).
Per quanto riguarda invece la parte originalmente ricoperta da vetro macinato può essere proposto solo il rifacimento, essendo impossibile un intervento di restauro, le ipotesi di rifacimento sono tre:


a) gettare del vetro macinato (come in origine) dello stesso colore azzurro, su di un nuovo strato di resina epossidica,;
b) dopo avere eliminato completamente il vetro macinato originale, porre delle tessere in pasta di vetro (possibilmente dello stesso colore azzurro) negli spazi lasciati vuoti, anche in questo caso potà essere usata resina epossidica come collante visto che è stata usata in origine per il vetro macinato;
c ) spalmare uno strato di mosaico a “graniglia” sempre negli spazi “puliti” dal vetro macinato e dalla resina epossidica, tale strato di graniglia potrà essere lasciato tal quale oppure levigato (il colore dovrà sempre essere azzurro, il più simile a quello originale).


Per quanto riguarda l' ipotesi a) è possibile affermare che il rifacimento non potà essere definitivo, avrà naturalmente una durata almeno pari a quella del lavoro originale; le ipotesi b) e c) invece potranno garantire una durata molto più lunga, almeno quanto il pavimento in ciottoli.
Ovviamente, essendo il progettista e la coordinatrice dei lavori ancora viventi, dovrà essere chiesto preventivamente il loro parere prima di decidere qualsiasi tipo di intervento sul pavimento.

 Hypothesis restoration

As regards the part of the floor covered with pebbles it needs is a cleaning intervention, in order to be able to restore the original shades of the pebbles, the latter being still well placed in 'dough cementizio.Tale cleaning intervention may be mechanical (ie done at hand), washing of surfaces, made ​​with water and a suitable detergent to dissolve the layer of dirt deposited on them (probably a simple detergent for stone floors or ceramic).
As regards the part originally covered with ground glass may be brought only rebuilding, it is impossible to a restoration, reconstruction assumptions are three:

a) throw of ground glass (as originally) of the same color blue, of a new layer of epoxy resin;
b) after eliminating completely the original ground glass, tiles in place of the glass paste (possibly the same color blue) in the spaces left empty, also in this case POTA be used as epoxy resin glue seen that was originally used for the ground glass;
c) spreading a layer of mosaic "grit" always in the spaces "cleaned" from the ground glass and the epoxy resin, such a layer of grit may be left as it is or honed (the color will always be blue, the most similar to the original ).

With regard to the 'hypothesis) we can say that the POTA remake not be definitive, will naturally have a length at least equal to that of the original work, the assumptions b) and c), however, will ensure a much longer duration, at least as the floor in pebbles.
Obviously, being the designer and coordinator of the work still living, should be asked their prior opinion before deciding any work on the floor.

venerdì 16 novembre 2012

Tecniche antiche e tecniche moderne per la realizzazione di pavimenti in ciottoli (II Parte) - Ancient techniques and modern techniques for the construction of floors pebbles (Part II) - Risseu

 Risseu

All'inizio si avevano a disposizione limitate varietà di pietre colorate che consentivano l'esecuzione di semplici motivi geometrici. E' solo più tardi che si osserva una maggiore progettualità nella composizione con l'inserimento dell'immagine umana o animale insieme a divinità, in scene eroiche di guerra o di caccia e con decorazioni floreali.

Le tracce più antiche di una primitiva decorazione pavimentale musiva con immagine umana e animale si rilevano in Grecia e risalgono al V-VI secolo secolo a.c..
La tecnica a ciottoli raggiunge l'apice a Pella, città natale di Alessandro Magno, in Macedonia, nel V secolo a.C.: nonostante la scarsa gamma di colori, si rappresentano con ottimi risultati animali, scene di caccia, episodi della mitologia. Qui si trova per la prima volta il nome di un autore, Gnosis. Spesso, veniva inserita una sottile lamina di piombo per evidenziare il contorno dei soggetti o definire piccoli particolari, come si farà, diversi secoli dopo, nelle vetrate policrome del gotico.

A partire dal IV secolo a.C. vengono utilizzati cubetti di marmo, onice e pietre varie, che hanno maggiore precisione dei ciottoli, fino ad arrivare, nel III secolo a.c., all'introduzione di tessere tagliate. Il mosaico pavimentale conserva le caratteristiche estetiche dei tappeti: di dimensioni ridotte rispetto alla stanza, collocato anche non ortogonalmente alle pareti, è composto da una serie di bordure intorno a un pannello centrale, detto èmblema, dal greco ΄εμβάλλω (embàllo)= getto dentro, recante un soggetto figurativo. L'èmblema richiama la marcata dipendenza del mosaico dalla pittura del tempo, con la quale i mosaicisti gareggeranno, introducendo l'uso di tessere sempre più minute, fino a 1 mm3.
Plinio il Vecchio, nel suo Naturalis Historia, cita il mosaicista Sosos di Pergamo ( II secolo a.c), inventore dell'Asarotos Oikos, “stanza non spazzata”, e dell' iconografia delle Colombe abbeverantisi, ripresa più volte in ambito romano, come quello di Villa Adriana ( Tivoli). L'Asarotos Oikos raffigurava avanzi di cibo lasciati sul pavimento, per evidenziare l'opulenza del proprietario e ostentarne il potere economico, oltre che a nascondere la scarsa pulizia: un'altra teoria sostiene la tradizione di lasciare questi avanzi per placare l'invidia degli spiriti malvagi. A Pompei resta una copia, risalente al II secolo a.c., della Battaglia di Alessandro, realizzata da Filosseno d' Eretrianel IV secolo a.c.: il mosaico è composto, come nella pittura contemporanea, in quattro colori: nero, giallo, bianco, rosso.

A partire dalla seconda metà del '500, il mosaico in ciottoli trova una nuova ed inaspettata diffusione presso alcune corti italiane ed europee, dove viene nuovamente impiegato per la pavimentazione di spazi esterni, sia in palazzi pubblici che in dimore patrizie, ma anche per sagrati di chiese.
L'etimologia della voce dialettale (ligure) rissèu , potrebbe risalire al termine di origine romanza rivitiolus, inteso come doppio diminutivo di rivus cioè ruscelletto. L'evoluzione del vocabolo, che si estende ad indicare sia il ciottolo che l'acciottolato, è confermata dall'antica tradizione di realizzare pavimentazioni di strade, piazze e giardini con sassi provenienti dai torrenti e dalle spiaggie.

Risseu

At first he had available limited variety of colored stones that allowed the execution of simple geometric patterns. And 'only later that there is a greater planning the composition with the inclusion of the human or animal with divinity, in heroic scenes of war, hunting and floral decorations.The oldest traces of a primitive floor decoration mosaic image with human and animal are found in Greece and date back to the fifth and sixth centuries century BC.The technique cobblestone peaks at Pella, birthplace of Alexander the Great, Macedonia, in the fifth century BC, despite the low range of colors, with excellent results represent animals, hunting scenes, episodes from mythology. Here we find for the first time the name of an author, Gnosis. Often, was inserted a thin lead foil to highlight the outline of subjects or define small details, as you will, several centuries later, in the stained glass windows of the Gothic.In the fourth century BC be used cubes of marble, onyx and various stones, which have higher accuracy of pebbles, up to, in the third century BC, the introduction of cut tiles. The mosaic floor preserves the aesthetic characteristics of carpets: small compared to the room, also not placed at right angles to the walls, is composed of a series of borders around a central panel, said emblem, from the greek εμβάλλω (embàllo) = jet inside laying down a figurative subject. The emblem draws the marked dependence of the mosaic from painting of the time, with which the mosaicists compete, introducing the use of tiles increasingly minute, up to 1 mm3.
 Pliny the Elder in his Naturalis Historia, quotes mosaic Sosos of Pergamum (second century BC), inventor dell'Asarotos Oikos, "room not sweep", and of 'iconography of the Doves abbeverantisi, shot several times in the Roman, such as Villa Adriana (Tivoli). The Asarotos Oikos depicted scraps of food left on the floor, to highlight the opulence of the ostentarne and economic power, as well as to hide the lack of cleanliness: One theory is that the tradition of leaving these surpluses to appease the envy of evil spirits. In Pompeii is a copy dating from the second century BC, the Battle of Alexander, built by Philoxenus' s Eretrianel IV century BC: the mosaic is composed, as in contemporary painting, in four colors: black, yellow, white, red.From the second half of '500, the mosaic pebble is a new and unexpected spread in some Italian and European courts, where it is again used for the flooring of outdoor spaces, both in public buildings and in aristocratic houses, but also for churchyards of churches.The etymology of the dialect (Liguria) risseu, could date back to the end of Romance origin rivitiolus , intended as a double diminutive of rivus that stream. The evolution of the term, which extends to both the pebble indicate that the cobbles, is confirmed by the ancient tradition to make paving of streets, squares and gardens with stones from rivers and beaches.

                  Pavimento in ciottoli - Palazzo Reale Genova - Floor pebbles -  Foto Angelo Vignolo

giovedì 15 novembre 2012

Tecniche antiche e tecniche moderne per la realizzazione di pavimenti in ciottoli (I parte)-Ancient techniques and modern techniques for the construction of floors pebbles (part I)



Tecniche antiche

L'etimologia del vocabolo italiano “pavimento”, che significa anche superficie livellata, ha la sua origine dal sinonimo sostantivo latino derivato dal verbo livellare che significa battere il il terreno e quindi spianarlo-livellarlo. Nell'antichità i pavimenti venivano costruiti appunto battendo e spianando il terreno per stabilizzarlo.
L'acciotolato veniva successivamente realizzato su di uno strato consolidato da un impasto di calce, pozzolana e cocciopesto, detto calcestruzzo, che a sua volta veniva posto su un fondo di drenaggio costituito da materiale di recupero ben assestato.
Inizialmente il pavimento a mosaico in pietra ha i suoi primi esempi nelle antiche civiltà del bacino del mediterraneo con i selciati in ciottoli del neolitico che sono stati rinvenuti nell'isola di Creta, altri, attribuiti alla fine dell'eà eneolitica (XVII -XI secolo a.c.), nella penisola ellenica.

In Asia Minore, durante gli scavi archeologici di Gordion, sono state scoperte diverse pavimentazioni fra cui un mosaico in ciottoli considerato tra i più antichi e databile intorno al secolo VIII a.c.. Interessanti ritrovamenti nel sud della Spagna attribuiti a un periodo compreso tra tra il VII e il IV a.c. hanno inoltre dimostrato la diffusione di questa particolare tecnica pavimentale nell'area del Mediterraneo.
La diffusione di mosaici pavimentali di sassolini, lithostrata, ossia pavimenti di pietra, risulta essere dovuta più a funzioni pratiche che estetiche, per rendere impermeabile e resistente all'usura il pavimento in terra battuta.

                          mosaico in acciotolato (Palazzo reale Genova) - Foto Angelo Vignolo

ancient techniques


The etymology of the Italian word "floor", which also means level surface, has its origin from the Latin noun derived from the verb synonymous level which means beating the ground and then flatten-adjust. In antiquity, the floors were built just beating and leveling the ground to stabilize it.

The cobblestones was subsequently realized on a layer consolidated from a mixture of lime, pozzolan and cocciopesto, said concrete, which in turn was placed on a bottom drainage consists of recycled material well-aimed.

Initially, the floor mosaic stone has its first examples in the ancient civilizations of the Mediterranean basin with cobblestone pavement in the Neolithic have been found on the island of Crete, others, attributed to the late Eneolithic EA (XVII-XI century c) in the Hellenic peninsula.




In Asia Minor, during the archaeological excavations of Gordion, were discovered several floors including a mosaic pebble considered one of the oldest and dates back to the eighth century BC. Interesting discoveries in the south of Spain attributed to a period between the seventh and the fourth ac have also shown the spread of this technique in the floor of the Mediterranean.

The spread of mosaics of pebbles lithostrata, or stone floors, appears to be due more to practical and aesthetic functions, to make it waterproof and resistant to wear the earthen floor.

mercoledì 19 settembre 2012

Il mosaico della cattedrale di otranto-The mosaic of the cathedral of Otranto


La cattedrale
La cattedrale di Otranto, che si erge sul luogo più alto della cittadina, fu concepita affinché potesse essere la chiesa più autorevole di tutta la Puglia. Fu edificata sui resti di una domus romana, di un villaggio messapico e di un tempio paleocristiano, scoperti negli scavi archeologici eseguiti dal 1986 al 1990. L'opera fu iniziata nel 1080, sotto il pontificato di Gregorio VII, e fu ultimata e consacrata il 1° agosto del 1088, sotto Urbano II. In quegli anni, la cittadina hydruntina era nel pieno del suo splendore. Nel progetto furono coinvolti il re, che offrì un considerevole contributo, e il popolo, che fornì prestazioni gratuite. La cattedrale di Otranto è la sintesi di stili differenti come quello paleocristiano, quello bizantino e quello romanico, tutti perfettamente fusi. "La storia di Otranto è in gran parte nella sua cattedrale", scrive Antonio Antonaci. La facciata colpisce per il grande rosone rinascimentale che campeggia sul portale d'ingresso, sormontato dallo stemma dell'arcivescovo Adarzo di Santander. Varcato il portone, a destra, si può notare il sepolcro dell'arcivescovo Serafino da Squillace (1482/1514). La pianta è a croce latina a tre navate, con un'abside semicircolare e due cappelle laterali. Vi sono due file di colonne di granito, in totale 14, sormontate da differenti capitelli. Il duomo ha una lunghezza di 54 metri e una larghezza di 25 metri. Nel 1698 la cattedrale fu dotata dello splendido soffitto a cassettoni in legno coloro oro, su fondo nero e bianco. L'altezza del soffitto centrale è differente dall'altezza dei soffitti laterali, arricchiti da pregevoli dipinti. Lungo le navate sono visibili degli altari: tre a destra (la Resurrezione, San Domenico di Guzman e l'Assunta) e tre a sinistra (La Pentecoste, la Visitazione e San Antonio di Padova). Lo spazio destinato al presbiterio, originariamente, aveva la classica forma basilicale, con l'altare sormontato dal tabernacolo. Il battistero barocco fu commissionato dall'arcivescovo Michele Orsi (1722/1752). Appresso si nota il monumento sepolcrale, sempre barocco, di Francesco Maria de Aste, deceduto nel 1719. Subito dopo, si riconosce il mausoleo del metropolita Gaetano Cosso, morto nel 1655. Nella navata destra si può ammirare la splendida Madonna col Bambino, di fattura bizantina. "Il tutto si fonde in un armonioso poema di fede e di bellezza", ha detto papa Giovanni Paolo II in visita alla città nel 1980. L'elemento, tuttavia, che più di tutti rende speciale la cattedrale di Otranto è lo splendido mosaico pavimentale.

Il Mosaico

Commissionato nel 1163 dall'arcivescovo di Otranto Gionata, fu eseguito dal monaco Pantaleone, preside della facoltà di pittura dell'Università di Casole. "Suo intendimento è riprodurre con immagini quanto i suoi confratelli insegnavano e studiavano nel suo Monastero", scrive don Grazio Gianfreda. "Rivela che Oriente e Occidente sono una distinzione richiesta dal tempo e dalla storia; che non rappresentano lo scontro di due culture, bensì il compendio di una sola cultura che sa conservare la propria identità anche attraverso le mutazioni imposte dagli eventi". Pantaleone rappresenta il momento storico hydruntino di quegli anni dove convivono due religioni, quella cristiana e quella ebraica, e dove coabitano diverse culture. Il mosaico della cattedrale di Otranto è stato realizzato con delle tessere policrome di calcare locale molto duro. La tendenza di stile è romanica, con alcuni elementi bizantini. L'opera musiva si snoda lungo la navata centrale, le seminavate laterali, l'abside e il presbiterio. Pantaleone ha voluto simboleggiare il dramma dell'uomo nella lotta tra il bene e il male, tra la virtù e il vizio. "Il manto musivo va letto, anzi sfogliato, pagina dopo pagina, accuratamente", ci dice don Grazio, come se fosse un grande libro di pietra.

 Navata centrale

Svetta un altissimo "albero della vita" sui cui rami si alternano personaggi di ogni tipo: biblici, mitologici, storici, animali, angeli, diavoli, creature mostruose. Quest'albero, nel vecchio Testamento, simboleggiava l'Immortalità di Dio. "Tutto ha origine dall'albero", scrive ancora don Grazio; "l'albero è la radice, la sorgente di ogni manifestazione di vita". Qui si possono ben notare re Artù, Caino e Abele, i mesi e lo zodiaco, la Torre di Babele, Diana e il cervo ferito, lo Scacchiere dell'Essere, Alessandro Magno su due grifoni alati, i due grandi elefanti che sorreggono l'albero, e via dicendo.

Presbiterio

Pantaleone vi ha racchiuso tutta la storia dell'umanità. Per cominciare, si può notare la tentazione nell'Eden di Adamo ed Eva. Si prosegue con la raffigurazione di dieci ruote contenenti del bestiario e, in ultimo, con quattro medaglioni nei quali sono raffigurati la regina di Saba, re Salomone, la Sirena, il Leopardo e l'Ariete.

Abside

L'artista ripercorre, attraverso la sua arte, la storia del profeta Giona. Lungo la parte superiore, poi, sono ritratti la caccia al cinghiale, rappresentante, probabilmente, la lotta tra i cristiani e satana, e Sansone, simbolo del Cristo vittorioso.

Navata destra

Si ripropone un altro albero della vita, chiamato della "Redenzione". Nella parte superiore, si notano cinque figure, dette i "Giganti". Si riconosce, poi, Salomone che regge un documento. Andando avanti si nota "il rito del capro emissario per il gran giorno dell'espiazione" (Levitico 16, 5-25). Compaiono, subito dopo, degli animali che incarnano virtù e vizi: la sfinge alata, l'enigma; le arpie, la voracità; il Minotauro, la volgarità; il cinghiale, satana; il lupo, l'eresia. Pantaleone pone il leone androcefalo con la testa rivolta all'insù come guardiano dell'albero.

Navata sinistra
Campeggia un altro albero, detto del "Giudizio universale", che rappresenta il Cristo giudice. Qui il mosaico si divide in due parti: a destra, il paradiso; a sinistra, l'inferno.

La cripta

La cripta, che si snoda nell'area sottostante dell'abside, del presbiterio e di parte dell'aula, possiede tre absidi ed è suddivisa in 9 navate, ciascuna delle quali comprende 5 campate. Non si conosce con precisione la data in cui fu costruita, si presume in epoca romana. Si accede alla cripta o attraverso due scalinate poste lungo le navate laterali della cattedrale o tramite una porta sita lungo una fiancata del duomo otrantino. All'interno della struttura vi sono quattro finestre ad imbotte. Settantadue colonne sostengono la volta. Trenta sono addossate lungo le pareti, e le restanti sono collegate da volte a crociera. Presentano materiali diversi: marmo levigato, grezzo, porfido, cipollino, gres, breccia orientale. I capitelli sono stati realizzati con materiale di spoglio e presentano stili differenti. Alcune pareti conservano ancora degli affreschi antichi e delle lastre marmoree.

The Cathedral

The cathedral of Otranto, which stands on the highest place of the city, was designed so that it could be the most influential church in Apulia. It was built on the ruins of a Roman house, a village messapico and an early Christian temple, discovered in archaeological excavations carried out from 1986 to 1990. The work was begun in 1080, under Pope Gregory VII, and was completed and consecrated on August 1, 1088, under Urban II. In those years, the town hydruntina was in its full splendor. Were involved in the project the king, who gave a significant contribution, and the people who provided free services. The Cathedral of Otranto is a synthesis of different styles such as early Christian, Byzantine and Romanesque one, all perfectly cast. "The story of Otranto is largely in his cathedral," writes Antonio Antonaci. The facade is striking for the great Renaissance rose window that stands on the entrance portal surmounted by the coat of arms of Santander Adarzo. Once through the gate, to the right, you can see the tomb of Archbishop Seraphim from Squillace (1482/1514). The plan is a Latin cross with three aisles, with a semicircular apse and two side chapels. There are two rows of granite columns, a total of 14, topped by different capitals. The cathedral has a length of 54 meters and a width of 25 meters. In 1698 the cathedral was equipped with the beautiful coffered ceiling in wood those gold on black and white. The height of the ceiling panel is different from the height of the ceiling side, enriched with exquisite paintings. Are visible along the aisles of the altar: three on the right (the Resurrection, St. Dominic of Guzman and the Assumption), and three on the left (Pentecost, the Visitation and St. Anthony of Padua). The space allocated to the presbytery, originally had the classic form of a basilica, with an altar surmounted by a tabernacle. The baptistery Baroque was commissioned by Archbishop Michele Orsi (1722/1752). Below you can see the tomb, always baroque, Francesco Maria de Aste, who died in 1719. Soon after, we recognize the mausoleum of the Metropolitan Cosso Gaetano, who died in 1655. In the right aisle you can admire the beautiful Madonna and Child, Byzantine. "It all blends into a harmonious poem of faith and beauty," said Pope John Paul II visited the city in 1980. The item, however, that most of all makes it special Otranto Cathedral is the beautiful mosaic floor.
The mosaic
Commissioned in 1163 by the Archbishop of Otranto, Jonathan, was executed by monaco Pantaleon, dean of painting at the University of Casole. "His intention is to play with images as his brothers taught and studied in his monastery," writes Don Horace Gianfreda. "It reveals that East and West are a distinction required by time and history, which do not represent the clash of two cultures, but the epitome of a single culture that knows how to keep its identity through mutations imposed by events." Pantaleon is the historical moment hydruntino of those years where live two religions, Christian and Jewish, and where different cultures coexist. The mosaic of the cathedral of Otranto was made of multicolored tiles of local limestone rock hard. The trend of style is Romanesque, with some Byzantine elements. The mosaic work runs down the center aisle, the seminavate side, the apse and presbytery. Pantaleone wanted to symbolize the drama of the struggle between good and evil, between virtue and vice. "The mosaic mantle to be read, even peeled, page after page, carefully," says Don Horace, like a great stone book.
Nave
Stands a very high "tree of life" on the branches alternate characters of all kinds: biblical, mythological, historical, animals, angels, devils, monsters. This tree, in the Old Testament, God symbolized immortality "It all started from the tree," writes Don Horace, "the tree is the root, the source of all manifestations of life." Here you can clearly see King Arthur, Cain and Abel, the months and the zodiac, the Tower of Babel, Diana and the wounded deer, the Exchequer Being, Alexander the Great on two winged griffins, the two big elephants which support ' tree, and so on.
Presbytery
Pantaleone you have enclosed all of human history. For starters, you can see the temptation of Adam and Eve in Eden. It continues with the depiction of ten wheels containing the bestiary and, finally, with four medallions in which are depicted the Queen of Sheba, King Solomon, the Mermaid, the Leopard and the Ram.
Apse
The artist goes through his art, the story of the prophet Jonah. Along the top, then, are portrayed hunting wild boar, representing, probably, the struggle between Christians and Satan, and Samson, a symbol of Christ's victory.
Right aisle
Once again we find another tree of life, called the "Redemption". At the top, you can see five figures, known as the "Giants". It is recognized, then, Solomon holding a document. Going forward you can see "the rite of the scapegoat for the great day of atonement" (Leviticus 16, 5-25). Appear immediately after the animals who embody virtues and vices: the winged sphinx, the riddle, the harpies, the greed, the Minotaur, the vulgarity, the wild boar, Satan, the wolf, the heresy. Pantaleone androcefalo puts the lion with the head facing up as guardian of the tree.
Left aisle
Stands another tree, called the "Last Judgement", which is Christ the Judge. Here the mosaic is divided into two parts: on the right, heaven, to the left, the hell.
The Crypt
The crypt, which runs through the area below the apse of the sanctuary and in the classroom, has three apses and is divided into nine aisles, each of which has 5 bays. You do not know the exact date it was built, it is assumed in Roman times. You enter the crypt or via two staircases placed along the aisles of the cathedral or through a port situated along one side of the cathedral of Otranto. Inside the building there are four windows intrados. Seventy-two columns supporting the vault. Thirty are huddled along the walls, and the rest are connected by cross vaults. They have different materials: marble honed, rough, porphyry, chives, sandstone, breccia east. The capitals were made with materials taken and have a different style. Some walls still retain the ancient frescoes and marble slabs

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