mercoledì 31 agosto 2011

LA SCENA DELLA MALINCONIA DI ALBRECHT DÜRER-THE SCENE OF THE MELANCHOLY OF ALBRECHT DÜRER


LA SCENA DELLA MALINCONIA DI ALBRECHT DÜRER
Per rappresentare la malinconia, Albrecht Dürer incide nel rame , nel 1514, una figura china, la cui concentrazione assorta contrasta singolarmente con il proliferare di oggetti concreti che la attorniano.Sembra, a questo proposito, che il mistero che contempli sia proprio quello del suo legame con le cose, che resistono, estranee, al suo volgere lo sguardo altrove.
E' Aby Warburg (Divinazione antica e pagana in testi e immagini dell'età di Lutero-1920 – in La Rinascita del paganesimo antico. Contributi alla storia della cultura, La Nuova Italia – Firenze, pp.309-390) a notare per primo, nell'incisione di Dürer, una singolare unità di interiorizzazione, di allontanamento, quindi, dalle immagini esterne, e di persistente dipendenza da esse. (La malinconia dell'immagine. Rappresentazione e significato di Walter Benjamin e Apy Warburg di Barale Alice-Libreria Universitaria-2009-Firenze)
Quest'ultima trova negli amuleti contro i malefici influssi di Saturno, di cui la figura è provvista, una delle sue espressioni più evidenti. L'astrologia, a cui tali oggetti rimandano, trasforma infatti le immagini dei pianeti in entità reali, degne di culto ed opprimenti.
Nel cartiglio la scritta “Melencolia I”. In un primo tempo venne intepretata dalla critica come la prima parte della serie dei quattro temperamenti. Un'altra ipotesi suggerisce che avrebbero dovuto essere rappresentate le due specie di melanconia distinte da Marsilio Ficino: quella buona e quella dannosa (Wolfflin). Secondo Panofsky e Saxl, alla base dell'opera sta la nuova spiegazione rinascimentale della personalità “melanconica” data sopratutto dal Ficino. Invece di essere considerata come una condizione passiva e morbosa dello spirito, la malinconia viene vista come contemplazione creativa. Questa nuova interpretazione è giustificata qui, astrologicamente, dai simboli di Giove, (corona creata con la pianta di “teucrion”...) unico figlio sopravissuto di Saturno e di Rea, chiamati ad opporsi alle influenze di Saturno o Crono (clessidra, falcetto....), il dio divoratore dei propri figli divenuto signore dell'universo dopo avere cacciato il padre Urano.
Nel fondo dell'incisione dureriana si apre un orizzonte acquatico, interrotto da lembi di terra parzialmente sommersi che il mare sembra in procinto di inghiottire. In effetti, secondo la tradizione, inondazioni e maree dipendevano da Saturno, che conferiva ai suoi figli l'ambiguo dono della loro preveggenza. Ciò che si fa incontro alla figura di Dürer è dunque una catastrofe? Così sembrano ritenere gli autori di Saturno e la melanconia (R.Klibansky, E.Panofsky, F.Saxl) che nella visione interiore di questi fenomeni “in parte tristi, in parte minacciosi”, scorgono l'imporsi di un altrettanto “triste, ma sublime” “destino”. Ma tutti questi antidoti sono solo un debole espediente di fronte al vero destino del melanconico.
Come il Ficino aveva già compreso che la resa totale e senza condizioni alla volontà di Saturno era dopo tutto non solo l'ultima ma anche la “optima ratio” per l'intelletuale, così anche Dürer (come si può vedere dal volto scuro e dal pugno chiuso) crea una Melancolia il cui destino triste ma sublime non può, e forse non deve, essere allontanato da palliativi, sia naturali che magici.

THE SCENE OF THE MELANCHOLY OF ALBRECHT DÜRER
To represent the melancholy, Albrecht Dürer engraves in the copper, in 1514, a lowered figure, whose absorbed concentration singly opposes with to proliferate of concrete objects that surround it. It seems, to this intention, that the mystery that contemplates both really that of his bond with the things, that withstand, extraneous, to his to turn elsewhere the look.
Is Aby Warburg (Ancient and pagan divination in texts and images of the age of Lutero-1920-in You Rebirth of the ancient paganism. Contributions to the history of the culture - New Italia-Florence, pp.309-390) to notice for first, in the incision of Dürer, an unusual unity of interiorizzazione, of leaving, therefore, from the external images, and of persistent dependence from them. (The melancholy of the image. Representation and meaning of Walter Benjamin and Apy Warburg of Barale Alice - Bookstore University-2009-Florence)
This last finds in the amulets against the malefic influences of Saturn, of which the figure is provided, one of its more evident expressions. The astrology, to which such objects postpone, transforms in fact the images of the planets in real entity, worthy of cult and oppressive.
In the “cartiglio” the writing “Melencolia I”. In a first time interpreted came from the criticism as the first part of the series of the four temperaments. Another hypothesis suggests that they would have owed to the two kinds of melancholy to be represented distinguished by Marsilio Ficino: that good and that harmful (Wolfflin).They affirm Panofsky and Saxl, at the base of the work the new Renaissance explanation of the personality is “melanconica” gives above all from the Ficino. Instead of being considered as a passive and morbid condition of the spirit, the melancholy he is seen how creative contemplation. This new interpretation is justified here, astrologically, from the symbols of Jupiter, (crown created with the plant of “teucrion”...) only child sopravissuto of Saturn and of Rea, called to oppose himself to the influences of Saturn or Crono (hourglass, sickle....), the devouring god of his own children become gentleman of the universe after having chased his father Uranus.
In the fund of the incision of Dürer opens an aquatic horizon, interrupted by earth's edges partially submerged that the sea seems in next to swallow. In effects, according to the tradition, floods and tides they depended on Saturn, that he conferred to his children the ambiguous gift of their foresight. What he makes meeting to the figure of Dürer it is therefore a catastrophe? This way they seem to hold the authors of Saturn and the melancholy (R.Klibansky, E.Panofsky, F.Saxl) that in the internal vision of these phenomenons “partly sad, partly threatening”, they perceive the impose himself of an as many “sad, but sublime” “destiny”. But all these antidotes witness only a weak expedient the true destiny of the melanconico.
As the Ficino had already included that the total surrender and without conditions to the wish of Saturn it was not only after everything the last but also her “optima ratio” for the intellectual, so also Dürer (as he can be seen by the dark face and by the closed fist) it creates a Melancolia whose sad but sublime destiny is not able, and it doesn't perhaps owe, to have estranged from palliatives both dispositions how magic.


Melancolia I - Durer

lunedì 29 agosto 2011

arte vera - Simonide - (carme celebrativo ai caduti alle Termopili) - True art - Simonides - (celebratory poem to the fallen at Thermopylae)

Di coloro che morirono alle Termopili
la sorte è gloriosa, bello il destino,
e un altare è la tomba; al posto dei gemiti il ricordo, e il compianto è lode.

Una tale veste funebre la ruggine
non oscurerà, o il tempo che tutto doma.
Questo sacro recinto d'eroi scelse ad abitare con sè
la gloria della Grecia. Testimone è Leonida,
il re di Sparta, che un grande ornamento di valore ha lasciato

e una fama perenne.

Simonide 556 a.C. (Ceo) - 467 a. C.
Arte greca - Termopili 460 a.C.


Of those who died at Thermopylae
the fate is glorious, beautiful fate,
and an altar is the tomb; instead of moaning the memory, and the late praise.

Such as funeral rust
not darkened, or the time that all tamed.
This sacred precincts of heroes chose to live with him
the glory of Greece. Witness is Leonidas,
the king of Sparta, that a great ornament of value left

and an everlasting fame.

Simonide 556 a.C. (Ceo) - 467 a. C.


domenica 28 agosto 2011

il gusto nell'arte - (taste in art)


La sensibilità estetica dell'uomo della strada è spesso acuta quando si rivolge ad un oggetto prodotto dall'industria, ad un edificio moderno, ad una suppellettile. Ma appena dall'oggetto d'uso, dall'ordigno industriale, si passa all'oggetto artistico vero e proprio, e ancora di più al dipinto a al brano musicale, il gusto si corrompe: lontani ricordi, forse scolastici , una non meglio precisabile opinione pubblica, rispetto a ciò che si debba o non si debba considerare artistico, vaghe memorie e confronti con l'autentico passato artistico (specialmente in Italia), fanno si che tale pubblico consideri artistica proprio la peggiore imitazione stilistica, il peggiore camuffamento d'un passato ormai defunto, o qualche ambigua modernizzazione decorativa.

arte  vera
venere di lespugue (neolitico)                          bird brancusi (xx secolo)

The aesthetic sensibility of the common man is often acute when addressing an object produced by such a modern building, a furnishings. But as soon as the object of use, from the 'device industry, we pass the artistic object itself, and even more to the painting to the music, the taste is corrupted: distant memories, maybe school, an unspecified public opinion, compared to what you should or should not be considered artistic, vague memories and comparisons with the authentic artistic past (especially in Italy), do you consider that the public is the worst imitation of their own artistic style, camouflage of the worst 'a past now deceased, or some decorative ambiguous modernization.


sabato 27 agosto 2011

a proposito dell'arte vera: la danza nel medioevo

Testo di una antica danza risalente al secolo XIV-XV, conservato alla Biblioteca Comunale di Ferrara

Duchi marchesi e grandi baroni
Vedi la Morte cum tosechati beveroni
Che in terra morti li fa trabucare.
Vedi  colui che nel mondo ha posto sua speranza
Vedi la Morte e dàli una lanza
Che presto sotto terra el fa soterare.
Vedi colui che se confida ne la malicia
De l'avere del mondo assai ne acquista
Vedi la Morte e dàli una friça
Che subito a la geisa el fa portare.
Vedi colui che se confida in sua forteça
In castello in oro e in sua belleça
Vene Morte e dàli una sagita.
Dio sa dove quella anima vada ad habitare!
Vedi colui che se confida in arme che talgia
A chasa calda lo manda a stare.....

giovedì 25 agosto 2011

Arte vera e arte mediocre

L'aumento del livello medio della cultura e la diminuzione del livello massimo fa si che la "vera arte" sia divenuta ormai appannaggio esclusivo di pochissimi e non giunga neppure a filtrare sino al medio e al minimo pubblico il quale rimane pasciuto soltanto di ciò che gli viene propinato ad ogni istante attraverso i "mass media". Non vale affermare che anche nel passato l'artista creava solo per pochi: principi, papi, nobiltà..; che la sua era un 'arte di èlite.  E' vero invece che quando il popolo veniva in contatto con questa arte non solo non la rifiutava, ma ne rimaneva colpito e la accettava con entusiasmo.
Si pensi alle stampe di Durer ,  destinate ad un pubblico raffinato e colto (infatti contenevano numerose allusioni mitologiche e simboliche difficilmente comprensibili ai non iniziati) ; lo stesso creava nel contempo splendide tavole destinate ad un pubblico più vasto. Ma chi potrebbe oggi dire che le tavole dell'Apocalisse siano di qualità artistica inferiore alle opere destinate ai dotti ed agli umanisti dell'epoca.
Per un approfondimento: E.Panofsky, Albrecht Durer, Princeton III ed. 1948 (IV ed.1955).

                                                                  Durer - Melancolia I

sabato 20 agosto 2011

Il Kitsch nell'arte

Alla grande finanza ed alle "teste coronate" piace di solito l'arte mediocre, accademica, ottocentesca, oppure l'arte considerata un "buon investimento" o di moda; mentre  nel quattro o cinquecento, principi, regnanti e papi, proteggevano l'arte migliore e non la mediocre o la più facile.
Come nel cinema dove vengono preferiti i film western o gialli, accanto ai discreti film "neorealisti"noti a tutti, ma non giungono quasi mai al grosso pubblico film di grande valore come quelli di Dreyer, di Richter, di Robbe-Grillet.
pietro annigoni - 1955 - ritratto regina elisabetta : piacevolezza ma senza "gusto"

venerdì 19 agosto 2011

Cos'è l'uomo, se non un manichino? What is man, if not a dummy?


Berlino 2011 Foto-installazione di Angelo Vignolo

L'arte contemporanea è deteriore

L'arte oggi, legata a ragioni politiche è solo arte deteriore (si pensi al tipico caso del realismo in pittura), mentre nessun genere d'arte è più in grado di assolvere a compiti religiosi, magici, iniziatici. Perchè? perchè quella funzione magica, propiziatoria, apotropaica, che era insita nell'arte dei tempi remoti è venuta meno.


I capovolti - Opera di Angelo Vignolo

giovedì 11 agosto 2011

Parliamo dell'arte contemporanea

Mi inserisco nel dibattito attuale relativo all'arte contemporanea in Italia e cosa rappresenta. Partendo da quello che appare sulla stampa in questi giorni relativamente alla Biennale di Venezia, con particolare riferimento al padiglione italiano. Si parla di dilettantismo e di una rappresentatività più delle lobby che non dell'arte stessa. Io penso che, per quanto conosco dell'arte in Italia che se effettivamente non fai parte di qualche "gruppo" legato alla politica, o a chi conta in questa a quella città non sei in grado di entrare nel cosiddetto "giro" ufficiale; e anche la Biennale è dentro a questa logica. Ho potuto vedere le scelte effettuate per esempio a Genova, per quanto riguarda la "Biennale regionale" per rendermi conto che non si è usciti da quella logica. Come nelle scelte delle Accademie di Belle Arti (dove non si è neanche pubblicizzata questa possibilità di partecipazione), dove le scelte sono state fatte da pochi su pochi.
L'Arte in Italia è oggi gestita da "lobby" politiche, soprattutto di sinistra, e la destra sta crecando di entrare. Quindi, al di là del valore dell'opera d'arte o dell'artista, basta essere membro di queste lobby e sei a posto. Per questo che oggi in Italia l'arte è sempre più scadente.

venerdì 5 agosto 2011

musivario

Questa è una scultura-spiritosa che ho realizzato a ravenna. Il tema il mosaico-non mosaico. Questo è un omaggio allo scrittore Stefano Benni ed alla sua magia nello scrivere. Spero che sia gradito.

giovedì 4 agosto 2011

trasparenze



luce, trasparenze. Questa foto è stata scattata a Lisbona, nel laboratorio del vetro dell'università di belle arti. Riproduce un lavoro collettivo degli allievi del laboratorio.L'esperienza che ho vissuto in quell'università è stata grande, ho imparato molto.

mercoledì 3 agosto 2011

una foto di aosta

l'arte e i musei in italia

Sono stato ad Aosta recentemente, soprattutto perchè volevo visitare il museo archeologico della città, e perchè a conoscenza del fatto che lì dovevano essere custodite alcune statue-stele del neolitico (circa 5000 anni fà). Opere di grande valore, non solo artistico ma anche storico. Immaginate il mio stupore quando, entrando nel museo, ho scoperto che queste opere non erano esposte e, dietro mia richiesta, mi sono sentito rispondere che le stesse non solo non erano visibili oggi ma non lo sarebbero state per anni. Infatti in attesa della costruzione di un nuovo museo (apertura prevista nel 2015) le opere erano imballate  e chiuse in qualche magazzino. Il fatto è che comunque è da almeno dieci anni che queste opere non sono visibili. Il patrimonio artistico italiano non può stare nascosto. E' patrimonio di tutti. Quante opere sono chiuse in magazzini polverosi. L'arte e la cultura, in Italia, sono il primo patrimonio e la prima azienda. Potremmo essere senza problemi economici se facessimo funzionare il sistema artistico. La verità che i nostri amminiatratori sono solo capaci di parlarci di crisi e di aumento delle imposte ma non sono assolutamente capaci di valorizzare questo patrimonio.

lunedì 1 agosto 2011

parliamo di queste foto di volterra

immagini che rappresentano le rovine di quello che è stato il più grande manicomio d'italia, negli anni sessanta, settanta.....centinaia o migliaia di persone vivevano perennemente chiuse in questi spazi. Che possono essere anche grandi, ma sono solo delle prigioni. Nessuno di quegli ospiti ha mai potuto sciegliere di uscire da lì. Quello che colpisce non è tanto lo stato di abbandono o le rovine, ma quello che si trova abbandonato quà e là; prove che qualcuno lì ha vissuto e lì ha voluto lasciare quella sua traccia per sempre. Dimostrando al mondo che lì lui, quell'essere, ci è stato. Ma sopratutto quello che impressiona sono le presenze, le palesi concrete presenze di tutte quelle persone che li hanno vissuto, li sono morte e li hanno voluto restare anche dopo la morte.Infine impressionano sopratutto quei graffiti tracciati per più di quarant'anni  nel cortile da un ospite del manicomio: per quarantanni, sino alla sua morte, lui ha voluto raccontare al mondo la sua storia, che tutti potessero conoscerla bene, il suo è un capolavoro d'arte.

Cave town - Città nelle caverne.

The oldest cave town in Georgia. Back in the first millenium BC it was a flourishing city situated on the grat east-west trade route, the ...