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Visualizzazione dei post da Agosto, 2011

LA SCENA DELLA MALINCONIA DI ALBRECHT DÜRER-THE SCENE OF THE MELANCHOLY OF ALBRECHT DÜRER

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LA SCENA DELLA MALINCONIA DI ALBRECHT DÜRER Per rappresentare la malinconia, Albrecht Dürer incide nel rame , nel 1514, una figura china, la cui concentrazione assorta contrasta singolarmente con il proliferare di oggetti concreti che la attorniano.Sembra, a questo proposito, che il mistero che contempli sia proprio quello del suo legame con le cose, che resistono, estranee, al suo volgere lo sguardo altrove. E' Aby Warburg (Divinazione antica e pagana in testi e immagini dell'età di Lutero-1920 – in La Rinascita del paganesimo antico. Contributi alla storia della cultura, La Nuova Italia – Firenze, pp.309-390) a notare per primo, nell'incisione di Dürer, una singolare unità di interiorizzazione, di allontanamento, quindi, dalle immagini esterne, e di persistente dipendenza da esse. (La malinconia dell'immagine. Rappresentazione e significato di Walter Benjamin e Apy Warburg di Barale Alice-Libreria Universitaria-2009-Firenze) Quest'ultima trova negli amuleti contro i…

arte vera - Simonide - (carme celebrativo ai caduti alle Termopili) - True art - Simonides - (celebratory poem to the fallen at Thermopylae)

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Di coloro che morirono alle Termopili
la sorte è gloriosa, bello il destino,
e un altare è la tomba; al posto dei gemiti il ricordo, e il compianto è lode.

Una tale veste funebre la ruggine
non oscurerà, o il tempo che tutto doma.
Questo sacro recinto d'eroi scelse ad abitare con sè
la gloria della Grecia. Testimone è Leonida,
il re di Sparta, che un grande ornamento di valore ha lasciato

e una fama perenne.

Simonide 556 a.C. (Ceo) - 467 a. C. Arte greca - Termopili 460 a.C.

Of those who died at Thermopylae the fate is glorious, beautiful fate, and an altar is the tomb; instead of moaning the memory, and the late praise.
Such as funeral rust not darkened, or the time that all tamed. This sacred precincts of heroes chose to live with him the glory of Greece. Witness is Leonidas, the king of Sparta, that a great ornament of value left
and an everlasting fame.
Simonide 556 a.C. (Ceo) - 467 a. C.

il gusto nell'arte - (taste in art)

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La sensibilità estetica dell'uomo della strada è spesso acuta quando si rivolge ad un oggetto prodotto dall'industria, ad un edificio moderno, ad una suppellettile. Ma appena dall'oggetto d'uso, dall'ordigno industriale, si passa all'oggetto artistico vero e proprio, e ancora di più al dipinto a al brano musicale, il gusto si corrompe: lontani ricordi, forse scolastici , una non meglio precisabile opinione pubblica, rispetto a ciò che si debba o non si debba considerare artistico, vaghe memorie e confronti con l'autentico passato artistico (specialmente in Italia), fanno si che tale pubblico consideri artistica proprio la peggiore imitazione stilistica, il peggiore camuffamento d'un passato ormai defunto, o qualche ambigua modernizzazione decorativa.
arte  vera venere di lespugue (neolitico)                          bird brancusi (xx secolo)
Theaesthetic sensibilityof the common manis oftenacutewhen addressingan objectproduced bysucha modern building,afurn…

a proposito dell'arte vera: la danza nel medioevo

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Testo di una antica danza risalente al secolo XIV-XV, conservato alla Biblioteca Comunale di Ferrara

Duchi marchesi e grandi baroni
Vedi la Morte cum tosechati beveroni
Che in terra morti li fa trabucare.
Vedi  colui che nel mondo ha posto sua speranza
Vedi la Morte e dàli una lanza
Che presto sotto terra el fa soterare.
Vedi colui che se confida ne la malicia
De l'avere del mondo assai ne acquista
Vedi la Morte e dàli una friça
Che subito a la geisa el fa portare.
Vedi colui che se confida in sua forteça
In castello in oro e in sua belleça
Vene Morte e dàli una sagita.
Dio sa dove quella anima vada ad habitare!
Vedi colui che se confida in arme che talgia
A chasa calda lo manda a stare.....

Arte vera e arte mediocre

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L'aumento del livello medio della cultura e la diminuzione del livello massimo fa si che la "vera arte" sia divenuta ormai appannaggio esclusivo di pochissimi e non giunga neppure a filtrare sino al medio e al minimo pubblico il quale rimane pasciuto soltanto di ciò che gli viene propinato ad ogni istante attraverso i "mass media". Non vale affermare che anche nel passato l'artista creava solo per pochi: principi, papi, nobiltà..; che la sua era un 'arte di èlite.  E' vero invece che quando il popolo veniva in contatto con questa arte non solo non la rifiutava, ma ne rimaneva colpito e la accettava con entusiasmo.
Si pensi alle stampe di Durer ,  destinate ad un pubblico raffinato e colto (infatti contenevano numerose allusioni mitologiche e simboliche difficilmente comprensibili ai non iniziati) ; lo stesso creava nel contempo splendide tavole destinate ad un pubblico più vasto. Ma chi potrebbe oggi dire che le tavole dell'Apocalisse siano di q…

Il Kitsch nell'arte

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Alla grande finanza ed alle "teste coronate" piace di solito l'arte mediocre, accademica, ottocentesca, oppure l'arte considerata un "buon investimento" o di moda; mentre  nel quattro o cinquecento, principi, regnanti e papi, proteggevano l'arte migliore e non la mediocre o la più facile.
Come nel cinema dove vengono preferiti i film western o gialli, accanto ai discreti film "neorealisti"noti a tutti, ma non giungono quasi mai al grosso pubblico film di grande valore come quelli di Dreyer, di Richter, di Robbe-Grillet.
pietro annigoni - 1955 - ritratto regina elisabetta : piacevolezza ma senza "gusto"

Cos'è l'uomo, se non un manichino? What is man, if not a dummy?

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Berlino 2011 Foto-installazione di Angelo Vignolo

L'arte contemporanea è deteriore

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L'arte oggi, legata a ragioni politiche è solo arte deteriore (si pensi al tipico caso del realismo in pittura), mentre nessun genere d'arte è più in grado di assolvere a compiti religiosi, magici, iniziatici. Perchè? perchè quella funzione magica, propiziatoria, apotropaica, che era insita nell'arte dei tempi remoti è venuta meno.


I capovolti - Opera di Angelo Vignolo

Parliamo dell'arte contemporanea

Mi inserisco nel dibattito attuale relativo all'arte contemporanea in Italia e cosa rappresenta. Partendo da quello che appare sulla stampa in questi giorni relativamente alla Biennale di Venezia, con particolare riferimento al padiglione italiano. Si parla di dilettantismo e di una rappresentatività più delle lobby che non dell'arte stessa. Io penso che, per quanto conosco dell'arte in Italia che se effettivamente non fai parte di qualche "gruppo" legato alla politica, o a chi conta in questa a quella città non sei in grado di entrare nel cosiddetto "giro" ufficiale; e anche la Biennale è dentro a questa logica. Ho potuto vedere le scelte effettuate per esempio a Genova, per quanto riguarda la "Biennale regionale" per rendermi conto che non si è usciti da quella logica. Come nelle scelte delle Accademie di Belle Arti (dove non si è neanche pubblicizzata questa possibilità di partecipazione), dove le scelte sono state fatte da pochi su pochi.

musivario

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Questa è una scultura-spiritosa che ho realizzato a ravenna. Il tema il mosaico-non mosaico. Questo è un omaggio allo scrittore Stefano Benni ed alla sua magia nello scrivere. Spero che sia gradito.

trasparenze

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luce, trasparenze. Questa foto è stata scattata a Lisbona, nel laboratorio del vetro dell'università di belle arti. Riproduce un lavoro collettivo degli allievi del laboratorio.L'esperienza che ho vissuto in quell'università è stata grande, ho imparato molto.

una foto di aosta

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l'arte e i musei in italia

Sono stato ad Aosta recentemente, soprattutto perchè volevo visitare il museo archeologico della città, e perchè a conoscenza del fatto che lì dovevano essere custodite alcune statue-stele del neolitico (circa 5000 anni fà). Opere di grande valore, non solo artistico ma anche storico. Immaginate il mio stupore quando, entrando nel museo, ho scoperto che queste opere non erano esposte e, dietro mia richiesta, mi sono sentito rispondere che le stesse non solo non erano visibili oggi ma non lo sarebbero state per anni. Infatti in attesa della costruzione di un nuovo museo (apertura prevista nel 2015) le opere erano imballate  e chiuse in qualche magazzino. Il fatto è che comunque è da almeno dieci anni che queste opere non sono visibili. Il patrimonio artistico italiano non può stare nascosto. E' patrimonio di tutti. Quante opere sono chiuse in magazzini polverosi. L'arte e la cultura, in Italia, sono il primo patrimonio e la prima azienda. Potremmo essere senza problemi economic…

parliamo di queste foto di volterra

immagini che rappresentano le rovine di quello che è stato il più grande manicomio d'italia, negli anni sessanta, settanta.....centinaia o migliaia di persone vivevano perennemente chiuse in questi spazi. Che possono essere anche grandi, ma sono solo delle prigioni. Nessuno di quegli ospiti ha mai potuto sciegliere di uscire da lì. Quello che colpisce non è tanto lo stato di abbandono o le rovine, ma quello che si trova abbandonato quà e là; prove che qualcuno lì ha vissuto e lì ha voluto lasciare quella sua traccia per sempre. Dimostrando al mondo che lì lui, quell'essere, ci è stato. Ma sopratutto quello che impressiona sono le presenze, le palesi concrete presenze di tutte quelle persone che li hanno vissuto, li sono morte e li hanno voluto restare anche dopo la morte.Infine impressionano sopratutto quei graffiti tracciati per più di quarant'anni  nel cortile da un ospite del manicomio: per quarantanni, sino alla sua morte, lui ha voluto raccontare al mondo la sua stori…