venerdì 29 novembre 2013

Presepe boliviano, arte nell'artigianato locale - Bolivian nativity , art in the local handicraft - Navidad boliviana, arte en la artesanía local

La Tradizione del Presepe risale all'epoca  di San Francesco d'Assisi che, nel 1223, realizzò a Greccio in Provincia di Rieti, nel Lazio, la prima rappresentazione vivente della Natività. 
Il presepe moderno indica una ricostruzione tradizionale della natività di Gesù Cristo durante il periodo natalizio: si riproducono quindi tutti i personaggi e i posti della tradizione, dalla grotta alle stelle, dai Re Magi ai pastori, dal bue e l'asinello agli agnelli, e così via. La rappresentazione può essere sia vivente che iconografica.




Foto di Presepe tradizionale (tratta da Internet)


Ma esistono anche altri Presepi, che non ricalcano esattamente la tradizione, come questo di origine boliviana. Le foto lo rappresentano (anche in modo particolare), e da queste si può vedere che al posto del bue e dell'asinello, sono posti, al lato di San Giuseppe e di Maria, un tacchino ed un ariete. Una grande espressività nei volti, quasi drammatici, ma è arte anche questa, nelle opere artigianali




Foto di Angelo Vignolo (Presepe boliviano) - 2013

The tradition dates back to the Nativity of St. Francis of Assisi, who, in 1223, created in Greccio, in the province of Rieti, in Lazio, the first living representation of the Nativity.

The modern crib shows a reconstruction of the traditional nativity of Jesus Christ during the Christmas season: playing then all the characters and places of tradition, from the cave to the stars, by the Magi to the shepherds, the ox and the donkey, the lambs, and so away. The representation can be both living and iconography.

But there are also other cribs that do not follow exactly the tradition, like this one of Bolivian origin. The pictures represent him (even in a particular way), and from these we can see that instead of the ox and the donkey, are placed at the side of St. Joseph and Mary, a turkey and a ram. A great expressiveness in the faces, almost dramatic, but it is also this art, in craft works.


La tradición se remonta a la Natividad de San Francisco de Asís, quien, en 1223, creó en Greccio, en la provincia de Rieti, en el Lazio, la primera representación viviente de la Natividad.
La cuna moderna muestra una reconstrucción del tradicional nacimiento de Jesucristo durante la temporada de Navidad: jugar a continuación, todos los personajes y lugares de la tradición, de la cueva a las estrellas, por los Reyes Magos a los pastores, el buey y el burro, los corderos, y así de distancia. La representación puede ser a la vez la vida y la iconografía.

Pero también hay otros pesebres que no siguen exactamente la tradición, como éste de origen boliviano. Las imágenes lo representan (aunque de una manera particular), ya partir de ellos podemos ver que en lugar del buey y el asno, se coloca en el lado de San José y María, un pavo y un carnero. Un gran expresividad en los rostros, casi dramáticas, pero es también este arte, en las obras de artesanía.

sabato 9 novembre 2013

L'universo ( L'Aleph) - The universe (The Aleph)

" Il diametro dell' Aleph sarà stato di due o tre centimetri, ma lo spazio cosmico vi era contenuto, senza che la vastità ne soffrisse, Ogni cosa (il cristallo dello specchio, ad esempio) era infinite cose, perchè io la vedevo distintamente da tutti i punti dell' universo. Vidi il popoloso mare, vidi l'alba e la sera, vidi le moltitudini d' America, vidi un' argentea ragnatela al centro di una nera piramide, vidi un labirinto spezzato (era Londra)  , vidi infiniti occhi vicini  che si fissavano in me come in uno specchio, vidi tutti gli specchi del pianeta e nessuno mi riflettè, vidi in un cortile interno di calle Soler le stesse mattonelle che trenta anni prima avevo visto nell' andito di una casa di Fray Benton, vidi grappoli, neve tabacco, vene di metallo, vapore d'acqua, vidi convessi deserti  equatoriali e ciascuno dei loro granelli di sabbia, vidi ad Inverness una donna che non dimenticherò, vidi la violenta chioma, l'intero corpo, vidi un tumore nel petto, vidi un cerchio di terra secca in un sentiero, dove prima era un'albero, vidi in una casa di Androguè un esemplare della prima versione inglese di Plinio, quella di Philemon Holland, vidi contemporaneamente ogni lettera di ogni pagina (bambino solevo meravigliarmi del fatto che le lettere di un volume  chiuso non si mescolassero e perdessero durante la notte), vidi insieme il giorno e la notte di quel giorno, vidi un tramonto a Querètaro che sembrava riflettere il colore di una rosa del Bengala, vidi la mia stanza da letto vuota, vidi in un gabinetto di Alkaamar un globo terracqueo posto tra due specchi che lo moltiplicavano senza fine, vidi cavalli con la criniera al vento, su una spiaggia del mar Caspio all'alba, vidi la delicata ossatura di una mano, vidi i sopravvissuti a una battaglia in atto di mandare cartoline, vidi in una vetrina di Mirzapur  un mazzo di carte spagnolo, vidi le ombre oblique  di alcune felci  sul pavimento di una serra, vidi tigri, stantuffi, bisonti, mareggiate ed eserciti, vidi tutte le formiche che esistono sulla terra, vidi un astrolabio persiano, vidi in un cassetto della scrivania (e la calligrafia mi fece tremare) lettere oscene, incredibili, precise, che Beatriz aveva scritto aveva scritto a Carlos Argentino, vidi un'adorata tomba alla Chacarita, vidi i resti atroci di quanto deliziosamente era stata Beatriz Viterbo, vidi la circolazione del mio oscuro sangue, vidi il meccanismo dell'amore e la modificazione della morte, vidi l'Aleph, da tutti i punti, vidi nell' Aleph la terra e nella terra di nuovo l'Aleph, e nell'Aleph la terra, vidi il mio volto e le mie viscere, vidi il tuo volto, e provai vertigine e piansi, perchè i miei occhi avevano visto l'oggetto segreto e supposto, il cui nome usurpano gli uomini, ma che nessun uomo aveva contemplato: l'inconcepibile universo."*

*Tratto dal romanzo "L'Aleph" di Jorge Luis Borges



 L'Aleph - Opera di Angelo Vignolo - The Aleph - Work in maiolica.

" The diameter of the  Aleph will have been two or three inches, but outer space it contained , without suffering the vastness of it , every thing ( the crystal mirror , for example) was infinite things , since I distinctly saw it from all points of the  universe . saw the populous sea , saw dawn and in the evening , I saw the multitudes of the America , I saw a  silvery cobweb in the center of a black pyramid , saw a broken labyrinth (it was London), saw endless near eyes that stared at me as in a mirror , I saw all the mirrors on the planet and nobody thought she, I saw in an inner courtyard of calle Soler the same tiles that thirty years before I had seen in the ' corridor of a house in Fray Benton, I saw bunches of grapes , snow tobacco, veins of metal , water vapor , saw convex equatorial deserts and each one of their grains of sand , I saw a woman in Inverness I will not forget , I saw the violent hair , the whole body , I saw a tumor in chest , I saw a circle of dry earth in a path, where before it was a tree , I saw in a house of Androguè a copy of the first English version of Pliny , that of Philemon Holland , at the same time saw each letter on each page ( child I used to wonder at the fact that the letters in a closed volume not mix and lose during the night) , I saw the whole day and night of that day , I saw a sunset in Querétaro that seemed to reflect the color of a rose Bengal , I saw my room empty bedroom , I saw in a cabinet Alkaamar a globe placed between two mirrors that multiplied without end, saw horse with the mane in the wind, on a beach of the Caspian Sea at dawn , I saw the delicate bone structure of a hand , I saw the survivors of a battle in the act of sending postcards, i saw in a showcase of Mirzapur a Spanish deck of cards , i saw the slanting shadows of some ferns on the floor of a greenhouse , I saw tigers, pistons , bison, tides , and armies , I saw all the ants that exist on the earth , I saw a Persian astrolabe , I saw in a desk drawer ( and the handwriting made ​​me tremble ) obscene letters , incredible , precise , which Beatriz had written to Carlos Argentino had written , I saw a beloved tomb at Chacarita , i saw the remains deliciously atrocious than had been Beatriz Viterbo , I saw the circulation of my dark blood, saw the mechanism of love and the modification of death , I saw the Aleph from every point , I saw in ' Aleph the earth and in the Aleph the earth again , and nell'Aleph the earth , i saw my face and my body , I saw your face , and I felt dizzy and wept , for my eyes had seen the object and supposed secret , whose name usurp men, but no man had contemplated : the inconceivable universe . " *

* Based on the novel " The Aleph " by Jorge Luis Borges

lunedì 4 novembre 2013

La fotografia è arte "Scultura fotografica" - Photography is art "Photo Sculpture"

La fotografia ormai è acquisita come opera d'arte, è dagli anni sessanta o settanta, che si afferma soprattutto come documento visivo, ma successivamente diversi artisti hanno assimilato molto in fretta il concetto che la fotografia potesse essere una espressione artistica originale ed indipendente. Non solo quindi una riproduzione pura e semplice della realtà ma una immagine con contenuti e concetti  profondi. Artisti come Marcel Duchamp o Robert Smithson utilizzano la fotografia come strumento capace di esprimere, indipendentemente dal soggetto rappresentato, significati che possono, in qualche modo, essere "frammenti di eternità". Duchamp  intende come "ready-made" il fotografare un oggetto, Simthson creare un'impronta appunto perenne. Quindi unire ready-made alla fotografia per creare immagini che possono diventare,  come per esempio faranno Bernd e Hilla Becher, con le loro foto di costruzioni industriali ormai in disuso, delle vere e proprie "sculture fotografiche". L'arte fotografica diventa quindi,  arte plastica.

The photograph has now acquired as a work of art, is from the sixties or seventies , which is mainly as a visual document states , but later many artists have assimilated very quickly the notion that photography could be an original and independent artistic expression . So not only a mere reproduction of reality, but an image with content and profound concepts . Artists such as Marcel Duchamp and Robert Smithson using photography as a tool capable of expressing , regardless of the subject represented , meaning that they can, in some way, be "fragments of eternity." Duchamp understood as "ready -made" the photographing an object, create an impression Simthson precisely perennial . So combine ready-made to photography to create images that can become , such as will Bernd and Hilla Becher , with their pictures of disused industrial buildings , the real " photographic sculptures ." The photographic art then becomes , plastic art .



 Fabbrica di dolomite in disuso (Torano-Carrara) - Foto di Angelo Vignolo - 2013


Fabbrica di mattoni in disuso(Avenza- Carrara) - Foto di Angelo Vignolo - 2013

Cave town - Città nelle caverne.

The oldest cave town in Georgia. Back in the first millenium BC it was a flourishing city situated on the grat east-west trade route, the ...