domenica 25 gennaio 2015

Uso del marmo nell’arte e nell’architettura di qualità: la vera economia del marmo delle Apuane. Use of marble in art and architecture of quality: the real economy in the marble of the Apuan Alps.














     Panoramica delle cave  da Campocecina - Carrara(foto di Angelo Vignolo)

Uso del marmo nell’arte e nell’architettura di qualità: la vera economia del marmo delle Apuane.

Le Alpi Apuane: un paesaggio unico al mondo che negli ultimi anni è diventato oggetto di uno dei peggiori disastri ambientali d'Italia forse addirittura il "più grande disastro ambientale d'Europa. Le ragioni di ciò sono da ricercarsi nella forte estrazione che negli ultimi anni ha caratterizzato la produzione lapidea nel territorio. Oggi si estraggono circa 5 milioni di tonnellate all'anno nel distretto del marmo delle Apuane. Pochi, nel mondo sanno, che il marmo destinato a usi "nobili" (cioè per la produzione di sculture, di arte o di arredi o in architettura) non è che una piccola parte del materiale che ogni anno viene estratto dalle cave di marmo. La maggiore parte del marmo estratto, circa il 70 - 80 %, oggi viene trasformato in scaglie o detriti. Il vero "affare" oggi  è il carbonato di calcio

Da scaglie e detriti si ricava infatti carbonato di calcio (il minerale che costituisce il marmo) che viene utilizzato in diversi ambiti: come abrasivo (anche nei comuni dentifrici), come colla, come base per coloranti o per vernici, nella carta, nei cosmetici e in mille altri modi e campi. Quindi è probabile che stamani vi siate lavati i denti con lo stesso materiale con cui Michelangelo ha scolpito le sue opere d'arte.

Inoltre, ultimi anni si osserva che a un notevole incremento dell'esportazione di materiale "grezzo" (blocchi e lastre di marmo) si è affiancato un vertiginoso calo dell'esportazione di marmi lavorati (mitigato in parte dall'aumento del loro valore). Dal 2001 al 2011 i blocchi e le lastre di marmo esportati hanno subito un aumento del 30% circa mentre, nello stesso periodo, il marmo lavorato ha subito un decremento del 40 % circa . In riferimento al valore economico, il prodotto grezzo è aumentato dell'90% circa, mentre il prodotto lavorato è diminuito del 13% circa.


Le conseguenze di questo calo sono particolarmente gravi. Le aziende che lavorano il marmo (o che producono macchinari per la sua lavorazione) e che costituiscono il fiore all'occhiello del comparto nel territorio apuano ,sono drasticamente diminuite. In dieci anni, il valore della produzione di lavorati si è ridotto del 13% con ovvie ripercussioni: perdita di posti di lavoro e chiusura di aziende. Anche perché c'è da considerare che il prodotto lavorato vale molto di più di quello grezzo, il valore medio di un prodotto lavorato è di cinque volte quello del prodotto grezzo. Un tempo l'esportazione di prodotti lavorati e finiti era molto più consistente di quella di materiale grezzo, e questo contribuiva a rendere il territorio delle Apuane un centro di eccellenza della lavorazione del marmo a livello mondiale: la tendenza a cui assistiamo invece, da circa vent'anni, sta trasformando il comprensorio delle Alpi Apuane in un semplice centro di attività di escavazione.
Esiste quindi da anni questo problema: le aziende di estrazione cavano i blocchi, li spediscono quindi in Cina dove vengono lavorati e venduti sul mercato a prezzi estremamente concorrenziali. Il che, ovviamente, comporta solo lati negativi per le Apuane: aumenta il giro d'affari di (pochi) imprenditori che estraggono marmo, mentre le aziende che lo trasformano in prodotti finiti vedono diminuire il loro lavoro, e come detto poco sopra le aziende chiudono e la forza lavoro apuana diminuisce, con tutto ciò che ne consegue. Si aggiunga poi un altro aspetto, ovvero la scarsa propensione all'investimento da parte degli imprenditori del marmo, questi imprenditori d'asporto non investono un centesimo, salvo qualche rara eccezione, per la creazione di una filiera dedicata alla lavorazione del lapideo. Eppure le strutture preposte a creare maestranze qualificate ci sarebbero, basti pensare all'Accademia delle Belle Arti e la scuola del Marmo, delle eccellenze a livello mondiale. Strutture che se fossero valorizzate con la giusta lungimiranza, potrebbero veramente essere il biglietto da visita della città nel mondo e dare grandi soddisfazioni a tutta la collettività.


Con la crisi delle aziende che lavorano il marmo, con i pressoché nulli benefici dell'attività estrattiva e ricordando che sommando gli addetti che lavorano direttamente nel settore del marmo e quelli che lavorano nell'indotto, il marmo costituisce circa il 10% dell'occupazione totale della provincia di Massa e Carrara, non ci si stupisce più di tanto se i dati ci dicono che la stessa provincia di Massa e Carrara è quella con il reddito pro-capite più basso di tutta la Toscana, con una tendenza (quella dell'estrazione in aumento e della lavorazione in diminuzione) che se confermata vorrebbe anche dire maggiori ricavi per pochi e minor lavoro per tanti, e quindi una peggiore distribuzione della ricchezza: "più marmo, meno lavoro - lo consentono le moderne tecnologie di escavazione - che equivale a più ricavi per pochi e meno distribuzione della ricchezza, aggravata dal fatto che molto marmo viene lavorato all'estero a minor costo".
Il viaggiatore che arriva in treno vede le Alpi Apuane emergere maestose fuori dal finestrino, e spesso le montagne lasciano stupiti anche coloro che, non fermandosi nel territorio si sporgono per scattare fotografie: una scena che sui treni che passano dalla stazione di Carrara si ripete di frequente. I viaggiatori più attenti sanno che su questi monti si arrampicarono i più grandi artisti della storia, da Michelangelo ad Antonio Canova passando per il Giambologna, che soggiornavano a Carrara per scegliere i marmi che avrebbero dato vita ai loro capolavori.
Il paesaggio è unico al mondo: montagne aspre e scoscese che incorniciano il litorale, celebrate da scrittori e poeti di tutte le epoche, e rese bianche da quella che è la grande ricchezza delle Alpi Apuane ma che negli ultimi anni ha finito per diventare la più grande minaccia: il marmo. E non un marmo qualsiasi: è probabilmente uno dei più pregiati al mondo, se non il più pregiato in assoluto, soprattutto quando si parla dello statuario, una varietà caratterizzata dal color avorio e particolarmente indicata per la realizzazione di sculture (e divenuta ormai rara).


A conclusione di questo intervento è possibile quindi indicare una soluzione al “problema Apuane”: l’estrazione del marmo deve essere mirata ad una produzione via via decrescente, destinata prevalentemente alla lavorazione in loco di opere artistiche o destinata all’arredamento di qualità e in architettura. E’ necessario ritornare ad una produzione di tipo “rinascimentale” nella quantità e nella qualità. Si raggiungerebbero due obbiettivi fondamentali: una riduzione drastica dello sfruttamento delle montagne ed un aumento del lavoro in loco, un lavoro di alta qualità e di grande valore aggiunto. Senza dubbio diminuirebbe il guadagno di pochi a vantaggio di molti. Sul territorio sarebbe distribuita, rispetto ad oggi, maggiore ricchezza.
Non solo, finalmente il marmo delle Apuane, ritornerebbe ad essere quel marmo, di alta qualità con il quale sono state create opere come la Pietà, il David, Amore e Psiche ecc. Le montagne dove artisti come Michelangelo, Bernini, Canova venivano a scegliere i marmi per le loro opere, oppure dove partivano i marmi per costruire le grandi cattedrali o i grandi palazzi, in tutto il mondo, che ancora oggi sono ammirati da milioni di persone. Saranno i grandi artisti ed architetti contemporanei a frequentare il territorio delle Apuane e non gli speculatori o i loschi personaggi muniti di valigette piene di denaro, destinato a comprare i blocchi di marmo in “nero”. Quegli stessi blocchi che poi andranno ad essere lavorati in Cina o in India, lasciando solo degrado e zero ricchezza nel territorio apuano.


Use of marble in art and architecture of quality: the real economy in the marble of the Apuan Alps.

The Apuan Alps: a unique landscape which in recent years has become the subject of one of the worst environmental disasters of Italy perhaps the "biggest environmental disaster in Europe. The reasons for this are to be found in the strong extraction in recent years characterized the stone production in the territory. Today extracting about 5 million tons per year in the marble of the Apuan district. Few in the world know, that marble intended to "noble" purposes (ie for the production of sculptures, art or furniture or architecture) is but a small part of the material that each year is extracted from the marble quarries. the greater part of marble extracted, about 70-80%, today is transformed into chips or debris. the real "business" today is calcium carbonate

From shavings and debris is obtained in fact calcium carbonate (the mineral which constitutes the marble) which is used in several areas: as abrasive (even in common toothpastes), such as glue, as a base for dyes or paints, paper, cosmetics and in many other ways and fields. So it is likely that this morning you're brushing your teeth with the same material with which Michelangelo carved his works of art.


Furthermore, it is noted that in recent years a significant increase of export of material "raw" (blocks and slabs of marble) were accompanied by a dramatic decline in the export of marble products (mitigated in part by the increase in their value). From 2001 to 2011 blocks and slabs of marble exports have increased by about 30% while, in the same period, the marble worked has decreased by about 40%. In reference to the economic value, the raw product is increased than the 90%, while the processed product fell by about 13%.


The consequences of this decline are particularly serious. Companies that work marble (or that produce machinery for its processing) and which constitute the pride of the sector in the Apuan territory, have drastically decreased. In ten years, the production value of processed was reduced by 13% with obvious repercussions: loss of jobs and closure of companies. Also because there is to consider that the processed product is worth much more than raw, the average value of a manufactured product is five times that of the raw product. Once the export of finished products and finished goods was much larger than that of the raw material, and this helped to make the territory of the Apuan a center of excellence of marble in the world: the trend we are seeing instead, from about twenty years, is transforming the Apuan Alps in a simple center of excavation activities.
So there is this problem for years: the mining companies fare blocks, then ship them to China where they are processed and sold on the market at extremely competitive prices. Which, of course, involves only downsides to the Apuan: increases the turnover of the (few) entrepreneurs that extract marble, while companies that transform it into finished products see decrease their work, and as mentioned just above companies close and the workforce apuana decreases, with all that implies. Add to this another aspect, namely the low propensity to invest by entrepreneurs of marble, these entrepreneurs take away not invest a penny, a few rare exceptions, for the creation of an industry dedicated to the manufacture of stone. Yet the structures responsible to create skilled workers there would be, just think of the Academy of Fine Arts and the School of Marble, excellence worldwide. Structures that if they were valued with the right foresight, could really be the calling card of the city in the world and give great satisfaction to the whole community.


With the crisis of the companies working the marble, with almost zero benefits of mining and remembering that by adding that employees who work directly in the marble sector and those working in related industries, marble makes up about 10% of employment total of the province of Massa and Carrara, it is not surprising that much if the data tell us that the same province of Massa and Carrara is the one with the lowest per capita income in all of Tuscany, with a tendency (that of 'increasing extraction and processing decreasing) which if confirmed would also mean higher revenues for the few and less work for so many, and so a worst distribution of wealth: "more marble, less work - allow the modern technologies of excavation - which is equivalent to more revenues for the few and less wealth distribution, aggravated by the fact that much marble is worked abroad at a lower cost. "
The traveler who arrives by train sees the Apuan Alps emerge majestic out the window, and often leave the mountains amazed even those who, not stopping in the territory reach forward to take photographs: a scene on the trains that pass by the station repeats of Carrara frequently. Travelers know that more careful on these mountains climbed the greatest artists in history, from Michelangelo to Antonio Canova passing by Giambologna, who stayed in Carrara to choose the marbles which would create their masterpieces.
The landscape is unique in the world: rugged mountains and steep that frame the coast, celebrated by writers and poets of all ages, and made white from what is the great wealth of the Apuan Alps, but in recent years has ended up becoming the most great threat: the marble. And not just any marble is probably one of the finest in the world, if not the most valuable of all, especially when talking of the statuary, a variety characterized ivory and particularly suitable for the creation of sculptures (and which has become rare) .


At the conclusion of this intervention can then indicate a solution to the "problem Apuan": marble extraction must be targeted to a production gradually decreasing, mainly destined to the on-site processing of artistic works or destined to furnishing quality and architecture. And 'necessary to return to a production-type "renaissance" in the quantity and quality. It would achieve two fundamental objectives: a drastic reduction of the exploitation of the mountains and increased on-site work, a work of high quality and great value. Undoubtedly diminish the gain of a few for the benefit of many. On the territory would be distributed, compared to today, more wealth.
Not only that, finally the marble of the Apuan Alps, would return to being that marble, high quality with which they were created works like the Pietà and David, Cupid and Psyche etc. The mountains where artists such as Michelangelo, Bernini, Canova were to choose the marble for their works, or where they rode the marble to build the great cathedrals or large buildings, all over the world, which even today are admired by millions of people. Will be the great artists and contemporary architects to attend the territory of the Apuan Alps and not speculators or shady characters equipped with briefcases full of money, intended to buy the marble blocks in "black". Those same blocks which then will be to be processed in China or India, leaving only degradation and zero wealth in the Apuan territory.

venerdì 9 gennaio 2015

Video Arte - Borgo Antico Toscano: Una passeggiata per Equi - Video art - Borgo Antico Toscano: A walk Equi

                                                     
                                       Una passeggiata per Equi   - Video di Angelo Vignolo (2014)

Equi è un Borgo medievale della Lunigiana, un territorio a Nord-Ovest della Toscana. Bellissima regione italiana. Equi è anche conosciuta per le sue terme. Vicinissima alle Alpi Apuane. La Lunigiana è anche famosa perchè in questa terra sono state scoperte numerose statue-stele, sculture in pietra del periodo del rame (fine III, inzio II millenio a.C.). Le sue viuzze in pietra e le sue case in pietra hanno un fascino unico.

Equi is a medieval village of Lunigiana, an area north-west of Tuscany. Beautiful Italian region. Equi is also known for its spas. Very close to the Apuan Alps. Lunigiana is also famous because in this land have been discovered numerous stone statues, stone sculptures of the period of copper (end III, beginning II millennium BC). Its narrow cobbled streets and its stone houses have a unique charm.

sabato 3 gennaio 2015

Arte nella preistoria: le statue - menhirs della Sardegna. Art in prehistory: the statues - menhirs of Sardinia.

Siamo nel periodo tra seconda metà del III millenio  a.c. e degli inizi del II millenio, risalgono a questa epoca le statue-menhir della Sardegna. Tra gli svariati esempi, il più suggestivo e originale resta quello di Perda Iddoca VII, inserito a Laconi nel contesto degli antropomorfi e delle statue-menhir raggruppate presso le allèes couvertes e la tomba a circolo di Corte Noa e di Masone Perdu, di cultura Ozieri/Abelzu-Filigosa. I motivi riportati sulla superficie, a tridente o a candelabro, vengono interpretati come schemi antropomorfi "capovolti" e abbreviati, del tutto simili ai petroglifi incisi nella Tomba dell'Emiciclo di Sas Concas (Oniferi), chiaramente rovesciati (nel mondo capovolto dell'aldilà) e quindi con la testa tonda in basso.

We are in the period between the second half of the third millennium BC and the beginning of the second millennium, date back to this time the menhir of Sardinia. Among many examples, the most striking and original remains to Perda Iddoca VII, inserted in Laconi in the context of anthropomorphic and menhir grouped at allèes couvertes  and grave circle Corte Noa and Masone Perdu, culture Ozieri / Abelzu-Filigosa. The reasons given on the surface, a trident or candlestick patterns are interpreted as anthropomorphic "upside down" and abbreviated, similar to petroglyphs carved into the Tomb of the Emiciclo Sas Concas (Oniferi), clearly inverted (upside down in the world of the afterlife) and then with a round head at the bottom.



                          Statue-menhir- Museo di Laconi (Sardegna) -  Foto di Angelo Vignolo 2014

Cave town - Città nelle caverne.

The oldest cave town in Georgia. Back in the first millenium BC it was a flourishing city situated on the grat east-west trade route, the ...