mercoledì 19 settembre 2012

Il mosaico della cattedrale di otranto-The mosaic of the cathedral of Otranto


La cattedrale
La cattedrale di Otranto, che si erge sul luogo più alto della cittadina, fu concepita affinché potesse essere la chiesa più autorevole di tutta la Puglia. Fu edificata sui resti di una domus romana, di un villaggio messapico e di un tempio paleocristiano, scoperti negli scavi archeologici eseguiti dal 1986 al 1990. L'opera fu iniziata nel 1080, sotto il pontificato di Gregorio VII, e fu ultimata e consacrata il 1° agosto del 1088, sotto Urbano II. In quegli anni, la cittadina hydruntina era nel pieno del suo splendore. Nel progetto furono coinvolti il re, che offrì un considerevole contributo, e il popolo, che fornì prestazioni gratuite. La cattedrale di Otranto è la sintesi di stili differenti come quello paleocristiano, quello bizantino e quello romanico, tutti perfettamente fusi. "La storia di Otranto è in gran parte nella sua cattedrale", scrive Antonio Antonaci. La facciata colpisce per il grande rosone rinascimentale che campeggia sul portale d'ingresso, sormontato dallo stemma dell'arcivescovo Adarzo di Santander. Varcato il portone, a destra, si può notare il sepolcro dell'arcivescovo Serafino da Squillace (1482/1514). La pianta è a croce latina a tre navate, con un'abside semicircolare e due cappelle laterali. Vi sono due file di colonne di granito, in totale 14, sormontate da differenti capitelli. Il duomo ha una lunghezza di 54 metri e una larghezza di 25 metri. Nel 1698 la cattedrale fu dotata dello splendido soffitto a cassettoni in legno coloro oro, su fondo nero e bianco. L'altezza del soffitto centrale è differente dall'altezza dei soffitti laterali, arricchiti da pregevoli dipinti. Lungo le navate sono visibili degli altari: tre a destra (la Resurrezione, San Domenico di Guzman e l'Assunta) e tre a sinistra (La Pentecoste, la Visitazione e San Antonio di Padova). Lo spazio destinato al presbiterio, originariamente, aveva la classica forma basilicale, con l'altare sormontato dal tabernacolo. Il battistero barocco fu commissionato dall'arcivescovo Michele Orsi (1722/1752). Appresso si nota il monumento sepolcrale, sempre barocco, di Francesco Maria de Aste, deceduto nel 1719. Subito dopo, si riconosce il mausoleo del metropolita Gaetano Cosso, morto nel 1655. Nella navata destra si può ammirare la splendida Madonna col Bambino, di fattura bizantina. "Il tutto si fonde in un armonioso poema di fede e di bellezza", ha detto papa Giovanni Paolo II in visita alla città nel 1980. L'elemento, tuttavia, che più di tutti rende speciale la cattedrale di Otranto è lo splendido mosaico pavimentale.

Il Mosaico

Commissionato nel 1163 dall'arcivescovo di Otranto Gionata, fu eseguito dal monaco Pantaleone, preside della facoltà di pittura dell'Università di Casole. "Suo intendimento è riprodurre con immagini quanto i suoi confratelli insegnavano e studiavano nel suo Monastero", scrive don Grazio Gianfreda. "Rivela che Oriente e Occidente sono una distinzione richiesta dal tempo e dalla storia; che non rappresentano lo scontro di due culture, bensì il compendio di una sola cultura che sa conservare la propria identità anche attraverso le mutazioni imposte dagli eventi". Pantaleone rappresenta il momento storico hydruntino di quegli anni dove convivono due religioni, quella cristiana e quella ebraica, e dove coabitano diverse culture. Il mosaico della cattedrale di Otranto è stato realizzato con delle tessere policrome di calcare locale molto duro. La tendenza di stile è romanica, con alcuni elementi bizantini. L'opera musiva si snoda lungo la navata centrale, le seminavate laterali, l'abside e il presbiterio. Pantaleone ha voluto simboleggiare il dramma dell'uomo nella lotta tra il bene e il male, tra la virtù e il vizio. "Il manto musivo va letto, anzi sfogliato, pagina dopo pagina, accuratamente", ci dice don Grazio, come se fosse un grande libro di pietra.

 Navata centrale

Svetta un altissimo "albero della vita" sui cui rami si alternano personaggi di ogni tipo: biblici, mitologici, storici, animali, angeli, diavoli, creature mostruose. Quest'albero, nel vecchio Testamento, simboleggiava l'Immortalità di Dio. "Tutto ha origine dall'albero", scrive ancora don Grazio; "l'albero è la radice, la sorgente di ogni manifestazione di vita". Qui si possono ben notare re Artù, Caino e Abele, i mesi e lo zodiaco, la Torre di Babele, Diana e il cervo ferito, lo Scacchiere dell'Essere, Alessandro Magno su due grifoni alati, i due grandi elefanti che sorreggono l'albero, e via dicendo.

Presbiterio

Pantaleone vi ha racchiuso tutta la storia dell'umanità. Per cominciare, si può notare la tentazione nell'Eden di Adamo ed Eva. Si prosegue con la raffigurazione di dieci ruote contenenti del bestiario e, in ultimo, con quattro medaglioni nei quali sono raffigurati la regina di Saba, re Salomone, la Sirena, il Leopardo e l'Ariete.

Abside

L'artista ripercorre, attraverso la sua arte, la storia del profeta Giona. Lungo la parte superiore, poi, sono ritratti la caccia al cinghiale, rappresentante, probabilmente, la lotta tra i cristiani e satana, e Sansone, simbolo del Cristo vittorioso.

Navata destra

Si ripropone un altro albero della vita, chiamato della "Redenzione". Nella parte superiore, si notano cinque figure, dette i "Giganti". Si riconosce, poi, Salomone che regge un documento. Andando avanti si nota "il rito del capro emissario per il gran giorno dell'espiazione" (Levitico 16, 5-25). Compaiono, subito dopo, degli animali che incarnano virtù e vizi: la sfinge alata, l'enigma; le arpie, la voracità; il Minotauro, la volgarità; il cinghiale, satana; il lupo, l'eresia. Pantaleone pone il leone androcefalo con la testa rivolta all'insù come guardiano dell'albero.

Navata sinistra
Campeggia un altro albero, detto del "Giudizio universale", che rappresenta il Cristo giudice. Qui il mosaico si divide in due parti: a destra, il paradiso; a sinistra, l'inferno.

La cripta

La cripta, che si snoda nell'area sottostante dell'abside, del presbiterio e di parte dell'aula, possiede tre absidi ed è suddivisa in 9 navate, ciascuna delle quali comprende 5 campate. Non si conosce con precisione la data in cui fu costruita, si presume in epoca romana. Si accede alla cripta o attraverso due scalinate poste lungo le navate laterali della cattedrale o tramite una porta sita lungo una fiancata del duomo otrantino. All'interno della struttura vi sono quattro finestre ad imbotte. Settantadue colonne sostengono la volta. Trenta sono addossate lungo le pareti, e le restanti sono collegate da volte a crociera. Presentano materiali diversi: marmo levigato, grezzo, porfido, cipollino, gres, breccia orientale. I capitelli sono stati realizzati con materiale di spoglio e presentano stili differenti. Alcune pareti conservano ancora degli affreschi antichi e delle lastre marmoree.

The Cathedral

The cathedral of Otranto, which stands on the highest place of the city, was designed so that it could be the most influential church in Apulia. It was built on the ruins of a Roman house, a village messapico and an early Christian temple, discovered in archaeological excavations carried out from 1986 to 1990. The work was begun in 1080, under Pope Gregory VII, and was completed and consecrated on August 1, 1088, under Urban II. In those years, the town hydruntina was in its full splendor. Were involved in the project the king, who gave a significant contribution, and the people who provided free services. The Cathedral of Otranto is a synthesis of different styles such as early Christian, Byzantine and Romanesque one, all perfectly cast. "The story of Otranto is largely in his cathedral," writes Antonio Antonaci. The facade is striking for the great Renaissance rose window that stands on the entrance portal surmounted by the coat of arms of Santander Adarzo. Once through the gate, to the right, you can see the tomb of Archbishop Seraphim from Squillace (1482/1514). The plan is a Latin cross with three aisles, with a semicircular apse and two side chapels. There are two rows of granite columns, a total of 14, topped by different capitals. The cathedral has a length of 54 meters and a width of 25 meters. In 1698 the cathedral was equipped with the beautiful coffered ceiling in wood those gold on black and white. The height of the ceiling panel is different from the height of the ceiling side, enriched with exquisite paintings. Are visible along the aisles of the altar: three on the right (the Resurrection, St. Dominic of Guzman and the Assumption), and three on the left (Pentecost, the Visitation and St. Anthony of Padua). The space allocated to the presbytery, originally had the classic form of a basilica, with an altar surmounted by a tabernacle. The baptistery Baroque was commissioned by Archbishop Michele Orsi (1722/1752). Below you can see the tomb, always baroque, Francesco Maria de Aste, who died in 1719. Soon after, we recognize the mausoleum of the Metropolitan Cosso Gaetano, who died in 1655. In the right aisle you can admire the beautiful Madonna and Child, Byzantine. "It all blends into a harmonious poem of faith and beauty," said Pope John Paul II visited the city in 1980. The item, however, that most of all makes it special Otranto Cathedral is the beautiful mosaic floor.
The mosaic
Commissioned in 1163 by the Archbishop of Otranto, Jonathan, was executed by monaco Pantaleon, dean of painting at the University of Casole. "His intention is to play with images as his brothers taught and studied in his monastery," writes Don Horace Gianfreda. "It reveals that East and West are a distinction required by time and history, which do not represent the clash of two cultures, but the epitome of a single culture that knows how to keep its identity through mutations imposed by events." Pantaleon is the historical moment hydruntino of those years where live two religions, Christian and Jewish, and where different cultures coexist. The mosaic of the cathedral of Otranto was made of multicolored tiles of local limestone rock hard. The trend of style is Romanesque, with some Byzantine elements. The mosaic work runs down the center aisle, the seminavate side, the apse and presbytery. Pantaleone wanted to symbolize the drama of the struggle between good and evil, between virtue and vice. "The mosaic mantle to be read, even peeled, page after page, carefully," says Don Horace, like a great stone book.
Nave
Stands a very high "tree of life" on the branches alternate characters of all kinds: biblical, mythological, historical, animals, angels, devils, monsters. This tree, in the Old Testament, God symbolized immortality "It all started from the tree," writes Don Horace, "the tree is the root, the source of all manifestations of life." Here you can clearly see King Arthur, Cain and Abel, the months and the zodiac, the Tower of Babel, Diana and the wounded deer, the Exchequer Being, Alexander the Great on two winged griffins, the two big elephants which support ' tree, and so on.
Presbytery
Pantaleone you have enclosed all of human history. For starters, you can see the temptation of Adam and Eve in Eden. It continues with the depiction of ten wheels containing the bestiary and, finally, with four medallions in which are depicted the Queen of Sheba, King Solomon, the Mermaid, the Leopard and the Ram.
Apse
The artist goes through his art, the story of the prophet Jonah. Along the top, then, are portrayed hunting wild boar, representing, probably, the struggle between Christians and Satan, and Samson, a symbol of Christ's victory.
Right aisle
Once again we find another tree of life, called the "Redemption". At the top, you can see five figures, known as the "Giants". It is recognized, then, Solomon holding a document. Going forward you can see "the rite of the scapegoat for the great day of atonement" (Leviticus 16, 5-25). Appear immediately after the animals who embody virtues and vices: the winged sphinx, the riddle, the harpies, the greed, the Minotaur, the vulgarity, the wild boar, Satan, the wolf, the heresy. Pantaleone androcefalo puts the lion with the head facing up as guardian of the tree.
Left aisle
Stands another tree, called the "Last Judgement", which is Christ the Judge. Here the mosaic is divided into two parts: on the right, heaven, to the left, the hell.
The Crypt
The crypt, which runs through the area below the apse of the sanctuary and in the classroom, has three apses and is divided into nine aisles, each of which has 5 bays. You do not know the exact date it was built, it is assumed in Roman times. You enter the crypt or via two staircases placed along the aisles of the cathedral or through a port situated along one side of the cathedral of Otranto. Inside the building there are four windows intrados. Seventy-two columns supporting the vault. Thirty are huddled along the walls, and the rest are connected by cross vaults. They have different materials: marble honed, rough, porphyry, chives, sandstone, breccia east. The capitals were made with materials taken and have a different style. Some walls still retain the ancient frescoes and marble slabs

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